Università statunitensi vogliono usare le app di localizzazione sugli studenti

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Università statunitensi vogliono usare le app di localizzazione sugli studenti

| 11/02/2020
Università statunitensi vogliono usare le app di localizzazione sugli studenti
  • Alcune università statunitensi hanno deciso di monitorare la frequenza dei loro studenti
  • Tramite SpotterEDU è possibile tracciare la posizione GPS di uno studente per scoprire se sta effettivamente frequentando un corso universitario
  • L’app ha già superato la fase di test ed esistono altri applicativi in grado di fornire un servizio simile

Le università statunitensi vogliono monitorare la frequenza dei loro studenti tramite un’app di localizzazione da installare sugli smartphone.

Secondo alcune fonti, le università statunitensi stanno testando un metodo per monitorare la frequenza dei loro corsi tramite la tecnologia. I college stanno cercando di far installare obbligatoriamente un’applicazione di localizzazione sugli smartphone degli studenti.

Il Kansas City Star ha riferito che all’Università del Missouri, i nuovi studenti “non avranno scelta” se installare o meno l’app chiamata “SpotterEDU“. Quest’applicazione utilizza gli iBeacons di Apple per trasmettere un segnale Bluetooth che può aiutare a capire se uno studente si trova effettivamente in una stanza. Tuttavia, un portavoce dell’università ha detto al Campus Reform che solo gli atleti saranno tecnicamente tenuti a utilizzare l’app. Inoltre, il college ha affermato che si tratta di un’operazione “completamente opzionale” per gli studenti.

L’applicazione ha già superato una fase di test

Università in USA cerca di installare app di localizzazione sugli studenti

Fonte: Pixabay

L’università ha inoltre tenuto a sottolineare che hanno effettuato il test con meno del 2% del corpo studentesco. Secondo il fondatore Rick Carter, SpotterEDU è attualmente in fase di test presso diversi enti educativi, tra cui 40 scuole. Carter, anche lui ex allenatore di basket universitario, ha spiegato che il suo target di riferimento sono gli atleti. Le università americane hanno dichiarato di non includere il tracciamento GPS. Tuttavia, altri report hanno suggerito che gli studenti possono offrire volontariamente le loro coordinate.

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Secondo il Washington Post, SpotterEDU sembra molto efficace. Un professore della Syracuse University ha dichiarato che le classi non sono mai state così piene, con oltre il 90% di presenze. Inoltre, ha aggiunto che una versione precedente dell’app aveva accesso alle coordinate GPS. In questo modo, lo studente poteva condividere proattivamente la sua posizione con un insegnante.

Ad ogni modo, SpotterEDU non è l’unica app di “monitoraggio”. Ad esempio, una startup chiamata Degree Analytics, ha sviluppato un applicativo simile che si avvale di segnali WiFi al posto del Bluetooth, ed è già stato impiegato in 19 scuole. Un altro esempio è FanMaker, che fornisce “punti fedeltà” agli studenti che si fermano a guardare le partite di sport universitari allo stadio. Ben 40 scuole hanno implementato questa applicazione. Tutto questo ha portato a un flusso di critiche e ha visto alcune persone richiedere l’intervento di regole autoritarie per proteggere la privacy.

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