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C’erano una volta l’ombrellone, il mare turchese e il ghiacciolo che si scioglieva troppo in fretta. Ora c’è la coolcation, la vacanza al freddo che ribalta l’immaginario estivo. Mentre il Mediterraneo si trasforma in una vasca idromassaggio e le temperature da record scoraggiano anche i più coraggiosi, sempre più viaggiatori fanno le valigie al contrario: via il costume, dentro la giacca a vento.
L’espressione nasce dall’unione di “cool” e “vacation”, e non significa “vacanze fighe” ma “vacanze fresche”. Un modo per sottrarsi all’afa globale e all’overtourism che affligge le mete tradizionali. Secondo i dati della travel company Iglu Cruise, le prenotazioni per mete come Canada (+137%), Artico (+235%), Alaska (+22%) e Fiordi norvegesi (+23%) sono schizzate alle stelle.
La tendenza è confermata anche da Google Trends, che registra un aumento del 300% nelle ricerche di “cooler holidays” rispetto all’anno precedente. L’estate insomma non si passa più con i piedi nella sabbia, ma tra ghiacciai, renne e aurore boreali.
Gli appassionati di turismo climatico sostengono che la coolcation offra un doppio vantaggio: meno folla e più benessere. In posti come Islanda o Norvegia si respira aria pulita, si dorme senza climatizzatore e si scoprono paesaggi incontaminati dove l’unico rumore è quello del vento (e magari di qualche foca curiosa).
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Non è solo una moda, ma una conseguenza diretta del cambiamento climatico. Secondo i dati dell’Enit e del Copernicus Climate Change Service, le estati sempre più torride hanno già ridotto del 25% il turismo straniero in Italia, spostandolo verso stagioni e latitudini più miti. Così il Nord Europa diventa la nuova “Riviera”, con operatori come LappOne, Blueberry Travel e Le Vie del Nord che offrono pacchetti per scoprire l’Artico, ammirare l’aurora boreale o fare whale watching. Insomma, mentre il mondo si scioglie, la vacanza perfetta oggi è quella che ti fa venire voglia di un tè caldo, non di un ventilatore.
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