Fonte: Pexels
A Kempten, cittadina bavarese da circa 70mila abitanti, la vicenda ha assunto i contorni di un caso quasi paradossale. Una coppia è accusata di aver messo insieme, nel tempo, un bottino vicino ai 2 milioni di euro prelevati dai parchimetri comunali. Tutto sarebbe iniziato con piccoli ammanchi, quasi invisibili, che nessuno ha ritenuto allarmanti.
L’uomo, ex dipendente comunale, avrebbe avuto accesso alle informazioni interne e alle chiavi necessarie per aprire i dispositivi. Secondo quanto emerso, la moglie avrebbe collaborato nella gestione dei proventi. Le autorità sottolineano come il sistema di controlli non abbia intercettato per anni una sottrazione così sistematica.
Il presunto schema era semplice quanto costante. Ogni settimana, in coincidenza con lo svuotamento ufficiale dei parchimetri, l’uomo avrebbe selezionato quelli più “ricchi”, individuati grazie a controlli informatici interni. In altri casi, sarebbero stati scelti dispositivi guasti o in manutenzione, più facili da aprire senza attirare attenzione.
Le monete venivano raccolte e poi fatte sparire nel flusso dei depositi bancari o convertite tramite servizi automatici. Le ricevute, secondo le accuse, non venivano inserite nei sistemi comunali, rendendo i furti invisibili. Nel tempo, l’operazione sarebbe diventata sempre più frequente, trasformandosi in un’abitudine difficile da fermare.
La svolta è arrivata quando una banca ha segnalato versamenti anomali, legati a ingenti quantità di monete. Da lì sono partite le indagini che hanno portato al collegamento con gli ammanchi comunali, inizialmente sottovalutati perché considerati di entità limitata.
Leggi anche: Il Regno Unito dice basta alle monete: la zecca non conierà più i penny
Parallelamente, è emerso uno stile di vita piuttosto elevato: spese consistenti, attività legate all’allevamento di cavalli e auto di valore. Elementi che hanno rafforzato i sospetti. Oggi i due sono sotto processo e la città ha già rivisto completamente il sistema di gestione dei parchimetri, introducendo controlli più rigidi e nuove misure di sicurezza.
Share