Coronavirus: anche la rissa si fa con la mascherina [+VIDEO]

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Coronavirus: anche la rissa si fa con la mascherina [+VIDEO]

| 18/03/2020

Spranghe, catene, coltelli e mascherine

  • Quarto Oggiaro (Milano): rissa protetta al parco tra ragazzi
  • La sfida a viso aperto (mascherine escluse)
  • Dover fare una rissa non è un valido motivo per stare per strada

Alcuni ragazzi si sono affrontati a colpi di catene, spranghe e coltelli in un parco di Milano; è avvenuto in pieno giorno a Quarto Oggiaro, nel Parco dei 600, tra alberi in fiore, persone e nuovi eroi canini vittime incolpevoli di questi giorni di umano isolamento. Già questo sarebbe bastato per far ritagliare alla vicenda uno spazio nelle pagine di cronaca locale. Ma a dare una marcia in più alla rissa ci si è messo lui, l’onnipotente Covid-19 conosciuto anche come coronavirus, coprotagonista del fatto di cronaca.

Passino i colpi di bastone e le coltellate, ma il coronavirus proprio no: ecco quindi che i ragazzi si sono affrontati armati di oggetti potenzialmente letali, ma bardati di mascherine. La rissa in sé segue il copione di molte altre scene simili, con due ragazzi a fare da protagonisti ed altri a riempire la scena, con ritmi tutt’altro che rapidi. Il tutto sotto gli occhi vigili degli inquilini dei palazzi circostanti, in quarantena sì, ma non meno attenti a quello che accade nel loro quartiere.

Denunciati e mazziati

Numerose persone hanno assistito all’insolita rissa, ripresa anche da alcuni telefonini. I vicini hanno chiesto l’intervento della polizia, che ha fermato diversi ragazzi, di età compresa tra i ventidue e i trentasei anni. Almeno otto i denunciati tra la quindicina dei presenti, ma non solo per la rissa.

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Oltre che di rissa e di lesioni, gli otto ragazzi fermati al parco e nelle vie limitrofe in un tentativo di fuga, dovranno rispondere anche di un’altra accusa: la loro presenza in strada. Come ci ricordano le mascherine, anche fare risse al parco è vietato ai tempi del coronavirus, e doversi vendicare contro una persona non è di certo un motivo valido per l’autocertificazione.

C'è chi rema e chi getta l'àncora!

Ore 15.00 dal mio terrazzo vedo nel Parco dei 600 un gruppo di 8 persone. Non hanno mascherine. Si passano delle sigarette, presumo hashish. Credo che parlino arabo. Sono indeciso se chiamare la polizia per il solo fatto che hanno disatteso la domiciliazione. Rinuncio. Alle 15.30 sento urla e strepiti. Ora le persone sono una ventina, molti sono armati di bastone ed uno di loro sembra impugnare un coltello. Alcuni si picchiano. Qualcuno fomenta, qualcun altro cerca di dividere, molti stanno a guardare. In tanti urlano dai balconi di smetterla. Dopo quindici minuti, arriva la polizia. Speriamo che nessuno di loro abbia bisogno di sovraccaricare il già oberato pronto soccorso dell’Ospedale Sacco.

Publiée par Comitato Quarto Oggiaro sur Dimanche 15 mars 2020

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