Le corse dei tuk-tuk nel Sud-est asiatico sono una cosa serissima [+VIDEO]

Tuk-tuk da corsa nel Sud-est asiatico: i risciò più lenti diventano i più folli

 

I tuk-tuk sono noti in tutto il mondo come simbolo di mobilità urbana a basso costo. Piccoli, maneggevoli e capaci di infilarsi ovunque, sono progettati per portare persone da un punto all’altro nel caos delle città asiatiche. Eppure, in Sri Lanka e Thailandia, questi veicoli umili hanno trovato una seconda vita completamente diversa, diventando protagonisti di un motorsport alternativo che non ha nulla di banale.

Nonostante le loro prestazioni siano limitate, con una velocità massima che nei modelli standard si aggira sui 34 km orari, i tuk-tuk riescono comunque a regalare emozioni forti quando vengono lanciati su sterrati, sentieri di montagna e vicoli urbani durante le gare. Anche il tuk-tuk più veloce del mondo, costruito su misura, non supera gli 81 km orari, ma in questo sport la velocità pura conta meno di quanto si pensi.

Dalla curiosità locale allo spettacolo globale

Le prime gare strutturate hanno iniziato a farsi notare intorno al 2017, quando piccoli eventi locali hanno cominciato ad attirare pubblico e piloti da varie parti della regione. La svolta è arrivata nel 2020 con il Red Bull Tuk-It, una competizione di due giorni lunga circa 80 miglia che ha visto 200 squadre sfidarsi per il titolo di miglior equipaggio al mondo.

Quel momento ha acceso i riflettori internazionali su una disciplina che fino ad allora era considerata solo una curiosità. Da allora, le corse di tuk-tuk sono diventate appuntamenti annuali in diversi Paesi del Sud-est asiatico, consolidando una scena che mescola spirito sportivo, improvvisazione e un pizzico di follia organizzata.

Caos, equilibrio e lavoro di squadra

A differenza di Formula 1 o MotoGP, qui non vince solo chi spinge di più sull’acceleratore. Il vero segreto è mantenere il veicolo in equilibrio sulle sue tre ruote mentre affronta terreni imprevedibili, dalle strade di fango alle strette vie cittadine. Ogni squadra è un piccolo organismo coordinato: i compagni di squadra devono spostare il peso del corpo in base alle curve e alla velocità per evitare che il mezzo si ribalti.

Le cadute e i guasti meccanici sono parte integrante della competizione, soprattutto quando i percorsi attraversano montagne e giungle. Finire in un fossato fangoso o fermarsi per una riparazione improvvisata non è un’eccezione, ma una prova di abilità e coordinazione.

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Un appuntamento da segnare in agenda

Per chi si trova in Sri Lanka o Thailandia, assistere a una gara di tuk-tuk è diventato un vero evento culturale e sportivo. Il prossimo grande appuntamento è già fissato per ottobre 2026, lasciando tutto il tempo per pianificare un viaggio tra motori rombanti, fango e spettacolo. Qui, il risciò motorizzato smette di essere solo un mezzo di trasporto e diventa, per qualche giorno, una star delle corse.

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