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Le calde serate estive portano con sé l’inevitabile e fastidiosa battaglia contro gli insetti più temuti della stagione calda. Tra inseguimenti notturni e inevitabili fallimenti protettivi, la credenza popolare ha sempre teso a giustificare il massacro cutaneo tirando in ballo la romantica teoria del cosiddetto sangue dolce. A fare definitiva chiarezza su questo argomento scientifico ci ha pensato il noto medico Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. L’esperto ha spiegato alla testata Leggo che la predilezione delle zanzare per determinati soggetti non ha alcuna correlazione con il sapore zuccherino del sangue, ma dipende interamente da specifici stimoli chimici e biologici.
Il primo e più potente segnalatore di posizione per questi parassiti è rappresentato dall’anidride carbonica emessa attraverso la respirazione. Le zanzare possiedono recettori talmente sensibili da riuscire a fiutare questo gas anche da notevole distanza spaziale. Per tale ragione, i soggetti che ne producono quantitativi maggiori risulteranno inevitabilmente più esposti alle punture. In questa categoria di vulnerabilità rientrano in prima linea le donne in stato di gravidanza, gli individui che stanno praticando un’attività sportiva e, in generale, le persone caratterizzate da una corporatura più corpulenta.
Un ruolo altrettanto cruciale nella selezione delle vittime è svolto dalla combinazione tra il calore corporeo e l’emissione di sudore. Quest’ultimo veicola infatti molecole chimiche di scarto particolarmente gradite agli insetti, tra cui spiccano l’acido lattico e l’ammoniaca. Questo spiega il motivo per cui fare l’amore e lo sport aumentino drasticamente la probabilità di essere punti. Entrambe le attività accelerano il metabolismo cellulare, innalzano la temperatura interna del corpo e stimolano una copiosa sudorazione, rilasciando nell’aria un cocktail chimico al quale le zanzare non sanno resistere.
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Allo stesso modo, il consumo di bevande alcoliche come la birra altera la nostra termoregolazione cutanea. L’alcol dilata i vasi sanguigni superficiali e provoca un aumento della temperatura della pelle, trasformandoci in un perfetto e caldissimo bersaglio termico per i sensori dei predatori. Anche la genetica fa la sua parte: chi possiede il gruppo sanguigno 0 risulta la vittima prediletta a causa di particolari sostanze secretorie cutanee. A ciò si aggiungono i batteri della pelle, che creano un odore unico per ciascun individuo, e persino i colori degli indumenti. Vestire di nero, rosso o arancione attira le zanzare perché questi colori trattengono più calore, mentre l’uso della crema solare può agire da inaspettato deterrente.
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