Studio sui musicisti Jazz rivela la provenienza della creatività nel cervello

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Studio sui musicisti Jazz rivela la provenienza della creatività nel cervello

| 30/06/2020
Studio sui musicisti Jazz rivela la provenienza della creatività nel cervello

Quale parte del cervello viene utilizzata dalle persone per generare la creatività?

  • Un nuovo studio dell’Università di Drexel ha scoperto l’origine della creatività nel cervello umano
  • La ricerca, pubblicata su NeuroImage, si è basata su 32 musicisti Jazz
  • Gli scienziati hanno analizzato gli EEG del gruppo di musicisti, composto sia da artisti esperti, sia da principianti
  • I musicisti alle prime armi hanno registrato un’attività celebrale dell’emisfero destro
  • I chitarristi esperti, invece, hanno segnalato maggiore attività nelle aree dell’emisfero sinistro

 

Una nuova ricerca confuta il presupposto che la creatività sia un prodotto dell’emisfero destro del cervello. Un nuovo studio di imaging cerebrale del laboratorio di ricerca sulla creatività dell’Università di Drexel getta luce su questa nozione popolare.

Il team, guidato da David Rosen, direttore operativo di Secret Chord Laboratories, ha registrato elettroencefalogrammi ad alta densità (EEG) di 32 chitarristi Jazz, che includevano musicisti esperti e meno esperti.  I ricercatori hanno confrontato gli EEG registrati durante le esibizioni di tutti i chitarristi.

I risultati dello studio

Lo  studio, pubblicato sulla rivista NeuroImage, ha dimostrato che nei musicisti più esperti, c’è stata una maggiore attività nelle aree posteriori dell’emisfero sinistro del cervello. In quelli meno esperti, invece, c’è stata una maggiore attività nelle aree dell’emisfero destro, per lo più frontali.  “Se la creatività è definita in termini di qualità di un prodotto, come una canzone, un’invenzione, una poesia o un dipinto, allora l’emisfero sinistro gioca un ruolo chiave”, ha commentato John Kounios, professore di psicologia e direttore del programma di dottorato in scienze cerebrali applicate e cognitive.  “Tuttavia, se la creatività è intesa come la capacità di una persona di affrontare situazioni nuove e sconosciute, come nel caso degli improvvisatori alle prime armi, allora è l’emisfero destro a giocare il ruolo principale”.

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Il team è giunto alla conclusione che l’attività cerebrale cambia con l’esperienza, un progresso che potrebbe contribuire allo sviluppo di nuovi metodi per formare le persone ad essere creative nel loro campo. Al contrario, le prestazioni dei principianti tendono ad essere sotto un controllo consapevole e deliberato. Così, sono maggiormente in grado di apportare modifiche secondo le istruzioni fornite da un insegnante o da un allenatore. Le registrazioni dell’attività cerebrale potrebbero rivelare il punto in cui un artista è pronto ad “abbandonare” un certo controllo cosciente e ad affidarsi a routine inconsce ben apprese.

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