La colpa del crollo della natalità è dell’iPhone? Secondo uno studio lo smartphone Apple ha dimezzato le nascite in America

iPhone contraccettivo dell’anno: il legame tra il debutto dello smartphone nel 2007 e il crollo della natalità

 

Il debutto sul mercato del rivoluzionario dispositivo della Apple nel lontano 2007 potrebbe aver cambiato per sempre le geografie demografiche mondiali, trasformando l’oggetto del desiderio tecnologico nel più potente contraccettivo involontario della storia moderna. Una recente ricerca scientifica pubblicata dal National Bureau of Economic Research e firmata dall’economista Caitlin Myers insieme allo studente Ezekiel Hooper del Middlebury College ha evidenziato come l’introduzione dello smartphone coincida perfettamente con l’inizio del declino delle nascite negli Stati Uniti. I due ricercatori hanno strutturato un attento esperimento biologico e statistico basandosi sul monopolio commerciale della compagnia telefonica AT&T, che ha distribuito il telefono in esclusiva sul territorio americano tra il 2007 e il 2011.

Mettendo a confronto i dati storici delle diverse aree geografiche, gli esperti hanno scoperto che le contee dotate di un’infrastruttura di rete mobile superiore hanno registrato un crollo immediato della natalità, mentre le zone prive di copertura sono rimaste stabili. I modelli matematici stimano che la diffusione del dispositivo sia responsabile di una riduzione delle nascite tra il 4,5% e l’8% nella fascia adolescenziale, e del 3,2% – 6,6% tra i giovani ventenni. Nelle conclusioni dello studio si legge che l’espansione del melafonino sul mercato spiega da sola tra il 33% e il 52% della flessione della fertilità generale registrata tra le donne americane di età compresa tra i 15 e i 44 anni, superando l’efficacia di molte campagne di pianificazione familiare.

La globalizzazione del fenomeno e il trionfo dell’intrattenimento asociale

L’effetto restrittivo della tecnologia sulla natalità non si ferma ai confini statunitensi, ma trova conferme su scala internazionale in uno studio parallelo basato sulle statistiche della Banca Mondiale. Il professore della University of Cincinnati Hernan Moscoso Boedo e il ricercatore Nathan Hudson hanno esaminato i dati provenienti da 128 paesi, confermando che il calo delle gravidanze giovanili ha subito una forte accelerazione ovunque sia arrivata l’era degli smartphone. Nazioni molto diverse tra loro come Costa Rica, Iran, Guatemala, Cile, Turchia e Messico mostrano la medesima correlazione, ulteriormente validata negli Stati Uniti analizzando la diffusione della rete veloce 4G LTE e della banda larga cablata, i cui progressi tecnologici viaggiano di pari passo con la diminuzione dei nuclei familiari.

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La spiegazione di questo fenomeno risiede nel cambiamento radicale delle abitudini private dei ragazzi, i quali tendono a sostituire i rapporti sociali in presenza con l’interazione digitale, riducendo drasticamente la frequenza dei rapporti sessuali. Gli studiosi ipotizzano inoltre che l’accesso immediato alla pornografia offerto dallo schermo portatile funga da surrogato surrogato alle relazioni fisiche tradizionali. A supportare questa visione intervengono i dati aggiornati al 2026 di Consumer Intelligence Research Partners (CIRP), i quali certificano che il 98% degli utenti tra i 18 e i 44 anni naviga online ogni giorno, mentre l’utilizzo delle funzioni puramente sociali e comunicative, come le telefonate vocali dirette, è sceso costantemente negli ultimi dodici anni dall’89% all’85%.

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