Damnatio Memoriae: quando si cancellavano le persone dalla Storia

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Damnatio Memoriae: quando si cancellavano le persone dalla Storia

| 10/08/2018
Damnatio Memoriae: quando si cancellavano le persone dalla Storia

Cosa c’è di più brutto della morte?

Probabilmente morire per poi venire dimenticati e gli antichi Romani sembravano saperlo bene. La memoria si sa, gioca brutti scherzi. I regnanti della Storia del mondo, al fine di venire ricordati facevano ergere immense statue, piramidi e costruzioni perché non vi è cosa peggiore, probabilmente di venire dimenticati. Ma cosa succede quando venir rimossi dalla memoria diviene una punizione sociale?
Infatti, la locuzione latina Damnatio Memoriae significa letteralmente “condanna alla memoria” e condanna la persona in questione a venir volontariamente dimenticata dalla memoria collettiva in cui si trovava inscritta. Impossibile, direte voi?

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Non proprio.
L’oblio come punizione venne elaborato dal popolo di Efeso, Grecia, in seguito alle malefatte di Erostrato, il quale dando fuoco al Tempio di Artemide, una delle Sette Meraviglie dell’umanità, si tirò addosso l’ira dei suoi conterranei. I Romani poi adottarono tale pratica, accorgendosi che potesse essere una punizione ben peggiore della morte. Ma vediamo chi furono i malcapitati e come era possibile attuare una condanna tanto crudele.

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