Fonte: Facebook
Daniel Radcliffe torna a parlare della saga che lo ha reso celebre e lo fa con un esercizio che sembra semplice, ma che in realtà mette in crisi anche i fan più fedeli: scegliere il miglior film di Harry Potter. Durante un episodio del podcast Happy Sad Confused, l’attore ha accettato di stilare una classifica completa degli otto capitoli, rivelando gusti personali che non coincidono affatto con quelli della maggioranza del pubblico.
Il risultato è una selezione che mescola memoria, emozione e autocritica, più che una valutazione oggettiva dei film. E infatti Radcliffe lo chiarisce subito: il suo giudizio cambia a seconda che guardi il film da spettatore o che ripensi alla propria performance sul set.
Partendo dai primi capitoli, Radcliffe sceglie Harry Potter e la camera dei segreti al posto del debutto cinematografico. Una decisione che nasce da un elemento molto concreto: il piacere provato durante le riprese e l’impatto visivo del basilisco. Non è nostalgia, ma una questione di coinvolgimento diretto.
La sorpresa più grande arriva però nel confronto tra Il prigioniero di Azkaban e Il calice di fuoco. Il terzo film è spesso considerato il migliore della saga, ma Radcliffe va controcorrente e premia il quarto capitolo, sottolineando quanto si sia divertito durante quella fase della produzione. Qui emerge chiaramente un criterio personale: conta più l’esperienza vissuta che il consenso generale.
Non manca un momento di forte autocritica, quando l’attore indica Harry Potter e il principe mezzosangue come il meno riuscito, non per il valore del film ma per come percepisce oggi la sua interpretazione. Un giudizio lucido, che dimostra quanto Radcliffe sia severo con se stesso. Al vertice della classifica, invece, troviamo Harry Potter e i doni della morte Parte 2, scelto come miglior film della saga.
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Subito dietro si piazza proprio Il calice di fuoco, confermando quanto quell’esperienza abbia lasciato il segno. Radcliffe ammette però che queste preferenze non sono definitive. Con il passare degli anni, rivedere quei film significa confrontarsi con una versione più giovane di sé, e questo cambia inevitabilmente il giudizio. Una classifica, quindi, che oggi sorprende, ma che domani potrebbe essere completamente diversa.
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