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Nel 2026 il dating smette di essere un affare privato e diventa un’attività condivisa. Secondo l’ultimo report di Tinder, quasi la metà dei single oggi sceglie e frequenta un potenziale partner coinvolgendo direttamente amici e amiche. Una dinamica che ha già un nome preciso: Friendfluence.
Non si tratta solo di chiedere un’opinione nella chat WhatsApp, ma di integrare fin dall’inizio la propria cerchia sociale nel percorso sentimentale. Gli appuntamenti non sono più vissuti come prove individuali, ma come esperienze collettive, meno cariche di aspettative e più aderenti alla vita quotidiana.
La Friendfluence rispecchia il modo in cui la Gen Z concepisce oggi le relazioni. Come spiega Devyn Simone, esperta di relazioni di Tinder, il romanticismo non è più una “pentola a pressione a due”, ma qualcosa che vive dentro contesti reali e condivisi. In altre parole, uscire con qualcuno non è più una missione solitaria.
Coinvolgere gli amici significa abbassare la tensione, evitare idealizzazioni e osservare subito come una persona si muove in un ambiente sociale. È anche un modo per rendere il dating più vicino a ciò che già siamo, senza dover costruire una versione performativa di sé al primo appuntamento.
In questo scenario si inserisce il successo dei Double Date, una delle funzioni più usate su Tinder. I dati mostrano che il 90% degli utenti che la utilizza ha meno di 30 anni. Uscire in coppia, anziché da soli, rende l’incontro più spontaneo e meno intimidatorio.
Le donne, in particolare, preferiscono il match di gruppo rispetto al profilo singolo. La presenza degli amici riduce la pressione, rende la conversazione più fluida e trasforma l’appuntamento in un momento di socialità, più simile a una serata tra conoscenti che a un colloquio romantico.
La Friendfluence funziona anche come sistema di controllo immediato. Portare un potenziale partner nel proprio gruppo permette di individuare rapidamente red flag e incompatibilità che, in un tête-à-tête, potrebbero emergere più tardi.
Secondo Simone, se una persona non riesce a superare il vibe check della compagnia o della chat di gruppo, il segnale è chiaro. Gli amici diventano così una sorta di radar emotivo, capace di intercettare stonature prima che la relazione prenda forma.
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Il dating di gruppo racconta un cambiamento culturale preciso: meno enfasi sulla prestazione individuale e più attenzione alla compatibilità sociale. Gli appuntamenti diventano momenti di osservazione reciproca, inseriti nella vita reale e non separati da essa. Nel 2026, scegliere un partner insieme agli amici non è una mancanza di autonomia, ma un modo per rendere le relazioni più semplici, condivise e coerenti con il proprio mondo quotidiano.
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