La fattoria dei corpi: la decomposizione studiata in nome della scienza

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La fattoria dei corpi: la decomposizione studiata in nome della scienza

| 22/03/2020
La fattoria dei corpi: la decomposizione studiata in nome della scienza

Se ti diciamo che stiamo per parlarti di una “body farm” magari potresti fraintendere.

  • In Texas c’è un luogo un po’ particolare
  • Si tratta di una fattoria circondata da molti acri di terreno
  • In questa “body farm” si studiano gli effetti della decomposizione sul corpo umano

 

L’argomento non è dei più ameni, ma bisogna ammettere che ci riguarda tutti. Parliamo oggi di decomposizione, ovvero di quel processo che riguarda ogni organismo vivente alla sua morte. La decomposizione è forse uno dei processi basilari che consente il perpetuarsi della vita: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Molto poetico: peccato che accade quando siamo morti stecchiti.

Sta di fatto che sapere come avviene esattamente la decomposizione in diverse condizioni è utile per parecchie discipline, dall’antropologia all’archeologia, fino alle scienze forensi. Ecco perché in Texas esiste una “body farm” che, ci duole dirlo, non è una clinica di trattamenti di bellezza. Il suo nome completo è Forensic Anthropology Research Facility, abbreviato in FARF.

Qui un nutrito gruppo di studiosi raccoglie le donazioni di chi, dopo morto, vuole che il suo corpo serva per il progresso scientifico. I corpi dei donatori diventano le “cavie” per una serie di esperimenti volti a determinare come la decomposizione avviene in diversi frangenti. Ad esempio, di recente una ricerca ha approfondito il modo in cui si decompongono i corpi che sono stati precedentemente congelati.

Thanatomicrobiomi

Un altro aspetto molto importante del lavoro del FARF è lo studio di quelli che, con termine tecnico, si definiscono “thanatomicrobiomi”. Sono tutti quegli organismi che si sviluppano su un corpo ormai morto, dando il via al processo di decomposizione. Discorso a parte va fatto invece per gli animali definiti “spazzini”, tipo gli avvoltoi, ovvero quelli che si cibano di cadaveri. A volte vengono allontanati, in altri casi sono essi stessi oggetto di studio.

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Tutto ciò che esce dal FARF ci aiuta a scoprire gli autori di un omicidio, come vivevano i nostri antenati, e molte altre cose interessanti che, in un modo o nell’altro, riguardano l’ultima fase della nostra esistenza terrena. E anche se tutto può sembrare un po’ macabro, è anche questo il prezzo che richiede il costante progresso della scienza, della medicina e della nostra società nel suo complesso.

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