Al via le degustazioni virtuali, ma il vino è vero (per fortuna)

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Al via le degustazioni virtuali, ma il vino è vero (per fortuna)

| 03/06/2020
Al via le degustazioni virtuali, ma il vino è vero (per fortuna)

Perché virtuale è bello, ma alcolico è meglio.

  • Durante il lockdown ci siamo abituati a fare parecchie cose a distanza
  • Forse continueremo anche dopo la fine della pandemia di Coronavirus
  • Ad esempio sono molti quelli che hanno apprezzato le degustazioni di vino virtuali
  • Sono state organizzate da molte cantine statunitensi, e non solo
  • Le cantine consegnano il vino a casa e poi la degustazione avviene in videoconferenza

 

La pandemia di Covd-19 non è ancora alle nostre spalle, ma già possiamo apprezzare quanto profondamente abbia mutato il nostro stile di vita. Anche se nella maggior parte dei Paesi del mondo le misure restrittive prese durante il lockdown cominciano ad allentarsi, ci sono abitudini che ormai abbiamo acquisito e che probabilmente continueremo a coltivare ancora a lungo, forse per sempre.

Come ormai sappiamo bene, la misura più importante da rispettare per evitare il contagio è il distanziamento sociale. A lungo bar, birrerie, cantine e ristoranti sono rimasti chiusi. Allora abbiamo cercato di ricreare comunque un’atmosfera di convivialità con amici e parenti attraverso i mezzi informatici, con videoconferenze e magari anche aperitivi virtuali. Non sono la stessa cosa, ma ci hanno aiutato a superare l’isolamento.

Oggi possiamo tornare ad incontrarci, ma sempre con cautela: e non è raro che qualcuno continui ad adottare il mezzo virtuale per fare esperienze che altrimenti, al giorno d’oggi, sarebbero difficoltose. Se ad esempio volessi andare in una cantina californiana a degustare i vini locali, sarebbe molto complicato potersi spostare oggi. Comunque, ci sarebbero delle regole da osservare anche in loco. Perché allora non optare per una degustazione virtuale?

Virtuale, ma mica tanto

La moda delle degustazioni in cantina è invalsa già da qualche anno e ha molti fedeli seguaci. Degustare è un modo per allenare il palato, per stare in un ambiente piacevole con persone altrettanto piacevoli, e per scoprire nuovi sapori. Insomma, non tutti sono degli imbuti come noi che berremmo qualunque cosa: c’è chi ama centellinare, annusare, in una parola degustare. Così durante il lockdown molte cantine statunitensi, e non solo, hanno inaugurato le degustazioni a distanza.

Ma che mi bevo a distanza? Starai pensando. I viticoltori si sono attrezzati bene: spediscono a casa un kit completo con bottiglie di vino e bicchieri, e poi organizzano l’incontro su Zoom o altri programmi di videochat. Si passa del tempo in compagnia, si beve buon vino, e anche se non si può passeggiare tra le vigne c’è comunque soddisfazione. L’idea adesso è di continuare, affiancando le degustazioni in cantina a quelle a distanza.

Leggi anche: Cantina affida le consegne del vino ad un cane per rispettare la distanza di sicurezza

L’idea non ti entusiasma? In effetti, la convivialità, quella vera in carne e ossa, dà a tutto un sapore che nessun computer può ricreare. Però è sempre meglio un bicchiere di Cabernet Sauvignon della Napa Valley in videoconferenza che un cartone di Tavernello in solitudine. O no?

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