DESPACITO, la canzone per l’estate che ha già rotto le palle in primavera.

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Ogni anno veniamo puntualmente bombardati di “tormentoni” estivi di presunti artisti spagnoli che assemblano quattro parole per sbaglio. Quest’anno, però, hanno deciso di iniziare a rompere la palle con largo anticipo.

La noche loca, mamacita, bailar con migo e con tigo, aprendo e sbattendo le porte del frigo. Queste parole ti sembrano familiari? Ma certo che sì, visto che le avrai sentite in una qualunque canzone spagnola “tormentone” da dieci anni a questa parte. Almeno. Prima di inoltrarci in questa selva della disperazione, ci scusiamo in anticipo con tutte le band spagnole meritevoli che rimarranno nell’anonimato in Italia a causa di queste accozzaglie di note dai ritmi calienti. Bene, ora possiamo passare a descrivervi questo capolavoro che assomiglia esattamente a tutti gli altri capolavori creati ad hoc su un tavolino.

Le caratteristiche sono sempre le stesse: un paesaggio di mare accanto ad una città tipica spagnola, da una a venti fighe che hanno l’utilità di uno stereo nella cameretta di un sordo, e un personaggio vestito come un rapper al carnevale di Rio. Fighe e personaggio principale interagiscono scambiandosi versi amorosi con le labbra il più spalancate possibile e si strusciano cercando di superare in notorietà l’accoppiamento dei conigli nei luoghi comuni. Il tutto condito da ritmi pseudo reggaeton lenti. Insomma, quelli che fanno infuocare le quindicenni che studiano lingue e ripetono in continuazione “La espana è la mi vida, vojo vivere en la espana, quanto è bella la espana”.

Tutto nella norma, se non fosse che quest’anno hanno deciso di partire già in primavera con “Despacito”, che si è portata avanti in anticipo a rompere le palle per l’estate. Siamo finiti in un tunnel commerciale dalla quale probabilmente sarà difficile uscire, frutto del solito modus operandi in cui si crea una moda già consapevoli che cavalcherà l’onda di una generazione. Generazione che, di personale, non ha più neppure le proprie idee. Comunque viva la fiesta loca sempre, mami. Ecco alcuni commenti per peggiorare volontariamente la faccenda:

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