Detenuto si infila in un pacco postale ed evade dal carcere

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Detenuto si infila in un pacco postale ed evade dal carcere

| 11/08/2020
Detenuto si infila in un pacco postale ed evade dal carcere

La geniale fuga del detenuto: spedisce un pacco postale e si nasconde al suo interno per scappare di prigione

  • Un truffatore è riuscito a evadere dal carcere grazie a una trovata degna del suo “mestiere
  • L’uomo, infatti, si è infilato in un enorme scatolone, con tanto di mittente e destinatario
  • Così, è stato caricato su un furgone insieme al resto della posta
  • Durante il viaggio, è sceso al volo dal mezzo, facendo perdere le sue tracce
  • Ad agevolare la sua fuga, qualche piccola pecca nel sistema di sorveglianza del carcere di Willich, in Germania

 

Un truffatore di origine turca dalle molteplici identità è riuscito a evadere dal carcere di Willich, nella Germania occidentale. Il brillante stratagemma utilizzato? Per mesi ha fatto la posta ai suoi sorveglianti, finché non è giunta l’occasione propizia. Così, il detenuto si è infilato in un pacco postale e si è “spedito” fuori dalla prigione.

Una volta dentro l’enorme scatolone FedEx, usato per contenere i panni sporchi, il pacco è stato preso in carico da un autista. L’uomo, senza sospettare nulla, lo ha caricato sul suo furgone insieme al resto della corrispondenza. Così il detenuto, che ne aveva piene le scatole di stare in prigione, è riuscito a scappare.

Il corriere gli ha dato uno strappo

L’ignaro autista si è accorto che qualcosa non andava dopo aver percorso un lungo tratto di autostrada. Dallo specchietto retrovisore, infatti, ha notato che il telone dell’automezzo svolazzava liberamente. Così, fermatosi per risistemarlo, ha visto lo scatolone aperto, ormai vuoto.

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Informata immediatamente la direzione del carcere, l’appello ha confermato che il truffatore 37enne era ormai spedito. Ad agevolare la sua evasione, la mancanza di strumenti tecnologici all’interno della vecchia prigione. La struttura, infatti, è sprovvista del classico detector a raggi infrarossi, in grado di identificare eventuali detenuti nascosti nei pacchi. Quel che è certo è che, stavolta, hanno preso davvero un grosso pacco.

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