Difficoltà a capire chi parla? Forse non sono le orecchie, ma il tuo QI

Il tuo QI può influenzare la capacità di sentire il parlato

 

Avete presente quando siete a una festa e cercate di seguire una conversazione mentre tutti intorno parlano come se fossero in gara a chi urla di più? Bene, sembra che la colpa non sia del vostro udito, ma del vostro QI. Uno studio della University of Washington ha coinvolto 12 persone con autismo, 10 con sindrome alcolica fetale e 27 partecipanti neurotipici, tutti con udito normale, per testare la loro capacità di distinguere le conversazioni in mezzo al caos, il cosiddetto cocktail party problem.

I partecipanti dovevano seguire più conversazioni sovrapposte prodotte da un programma al computer. La conclusione? Chi aveva un QI più basso faticava di più a isolare il parlato utile dal rumore di fondo. In altre parole, il cervello conta più delle orecchie.

Perché il cervello si arrabbia

Non è magia, è logica: distinguere chi parla richiede separare i flussi audio, capire quali suoni sono importanti e ignorare il resto. Questo processo mette sotto pressione le nostre capacità cognitive, soprattutto in luoghi rumorosi come caffetterie, aule affollate o strade urbane. Seguire una conversazione significa anche leggere segnali visivi e reagire appropriatamente, con sorrisi o cenni

In pratica, se vi sembra di non capire cosa dice il vostro amico al bar, non è che stiate diventando sordi: semplicemente il vostro cervello è impegnato a fare multitasking acustico. Lo studio suggerisce che piccoli accorgimenti, come posizionare studenti più sensibili davanti in classe, possono fare la differenza.

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Oltre il test dell’udito

Questo significa che non sempre i problemi di ascolto hanno origine nell’orecchio. Potreste avere un udito perfetto e comunque trovare difficile seguire conversazioni in ambienti affollati. È un po’ come avere una Ferrari con il pilota distratto: la macchina è perfetta, ma il traffico di suoni intorno complica tutto. Gli esperti avvertono che, sebbene il campione fosse piccolo, i risultati aiutano a capire meglio chi fatica in queste situazioni e come supportarli, dimostrando che il QI e le capacità cognitive sono protagonisti invisibili della nostra vita quotidiana rumorosa

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