Sto per andare a convivere col mio fidanzato. I suoi non sanno nemmeno che esisto. E a me non sembra giusto. Non sono una persona da tenere nascosta, non sono un essere immondo. Voglio vivere questa relazione alla luce del sole, soprattutto adesso che stiamo andando a convivere. Di cosa devo vergognarmi? Di cosa devo avere paura? Cioè immaginate di stare con un ragazzo da due anni e che i genitori di lui non sappiano nemmeno che esistete. Vi pare normale??? Non vi arrabbiereste al posto mio?? Io penso di sì. Così presa dall’emozione forse ho un po’ esagerato. Le mie emozioni mi hanno un po’ preso la mano e…. ho fatto un disastro… un vero grandissimo disastro. Ho paura di essermi messa in una situazione più grande di me che mi rovinerà la vita.
Tremo al pensiero di domenica. Ma spero che tutto quello che di catastrofico ansia stia disegnando siano appunto solo proiezioni di una mente inquieta, e non una realtà che mi distruggerà.
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La nostra fan racconta di essere prossima alla convivenza con il fidanzato, ma di vivere questo momento con un forte turbamento. Il motivo principale è che, dopo due anni di relazione, i genitori di lui non sanno nemmeno della sua esistenza. La nostra amica percepisce questa situazione come ingiusta e mortificante.
La nostra fan sottolinea di non essere una persona da tenere nascosta. Desidera vivere la relazione alla luce del sole, soprattutto ora che sta per iniziare una convivenza. Si chiede di cosa dovrebbe vergognarsi o avere paura e considera anomala l’idea che, dopo tanto tempo insieme, la famiglia del partner non sia stata messa al corrente della sua presenza.
Secondo il racconto della nostra amica, questo silenzio le ha fatto nascere rabbia e frustrazione. Si domanda se chiunque, al suo posto, non si sentirebbe allo stesso modo. Racconta che, presa dall’emozione e dal desiderio di chiarire la situazione, potrebbe aver reagito in modo eccessivo.
La nostra fan ammette di aver fatto qualcosa che definisce un grande disastro. Non entra nei dettagli, ma lascia intendere di aver agito impulsivamente, lasciandosi guidare dalle emozioni. Ora teme di essersi messa in una situazione più grande di lei, che potrebbe avere conseguenze importanti sulla sua vita e sulla relazione.
La nostra amica confessa di tremare al pensiero della domenica imminente, giorno in cui evidentemente accadrà qualcosa di decisivo. È combattuta tra la paura che le sue ansie si trasformino in realtà e la speranza che si tratti solo di proiezioni di una mente inquieta. Racconta di sentirsi sospesa tra il timore di una catastrofe e il desiderio che tutto si risolva senza distruggere ciò che ha costruito.
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