Fonte: Pexels
Quante volte ti sei detto “sono dipendente da Instagram” mentre scorrevi il feed per l’ennesima volta? Secondo uno studio condotto da ricercatori di CalTech e USC, probabilmente stai solo confondendo un’abitudine automatica con una vera dipendenza. Solo il 2% degli utenti mostra sintomi clinici, mentre circa il 18% crede di esserlo. E qui sta il problema: pensare di essere dipendenti peggiora tutto, rendendo difficile controllare l’uso e aumentando il senso di colpa per lo scrolling compulsivo.
Quando gli utenti sono stati esposti a messaggi di allerta sulla dipendenza, riportavano meno controllo e più autocritica rispetto a chi non aveva visto l’avvertimento. Il semplice pensiero di essere dipendenti può trasformare un’abitudine gestibile in una tortura mentale, come se l’app avesse acquisito una volontà propria e ti stesse manipolando da dietro lo schermo.
La maggior parte degli eccessi su Instagram sono abitudini, non dipendenze. Controllare l’app quando ci si annoia, reagire a notifiche o aprire il feed per routine quotidiana sono comportamenti automatici, sviluppati attraverso contesti stabili e ricompense immediate. Le vere dipendenze comportano sintomi clinici come astinenza, conflitti seri con la vita quotidiana o bisogno crescente di stimolo. Su Instagram, questi fenomeni sono rari: solo 4% manifesta sintomi di astinenza e 6% segnala impatti negativi su lavoro o studio.
Il problema si amplifica con i media: gli articoli che parlano di “social media addiction” superano quelli su “social media habits” di 87 volte. Risultato? Milioni di utenti si convincono di essere dipendenti anche quando non lo sono, interiorizzando un’etichetta che li fa sentire più intrappolati.
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La buona notizia è che le abitudini rispondono bene a interventi pratici. Disattivare notifiche, mettere il telefono in un cassetto, usare modalità scala di grigi o sostituire lo scrolling con un’alternativa piacevole sono strategie più efficaci della forza di volontà pura. Capire che non sei realmente dipendente permette di affrontare il comportamento con strumenti concreti invece di colpevolizzarti ogni volta che apri l’app. Insomma, se scrolli senza controllo, probabilmente non sei dipendente: sei semplicemente abitudinario. E come tutte le abitudini, puoi modificarla senza drammi, con piccoli aggiustamenti quotidiani che ti riportano a una relazione più sana con lo smartphone e il tuo feed infinito.
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