I disagi di Pala

Di questi tempi non c’è più il senso della misura, in nessun campo della vita, mi pare. E tanto meno c’è quel minimo di buon senso che ci vuole anche solo per le minime cose, quelle quotidiane. Ora non voglio sembrare pessimista, ma essendo un medico io di essere umani purtroppo ne vedo tanti e la maggior parte devo ammettere che sono veramente esemplari pessimi della nostra specie, tanto che mi viene da diffidare delle teorie evolutive di Darwin. Dai, adesso non è che voglio esagerare, ma se leggerete la chat qualche dubbio verrà sicuramente anche a voi. Il problema è che poi, nel mio caso, rischio pure di finirci in mezzo io perché questo genere di persone spesso sono anche quelle che non si assumono la responsabilità dei propri stupidi errori, e allora danno la colpa al loro medico di base. In questo caso però devo ammettere che la vicenda mi ha strappato anche una bella risata, per la sua estrema assurdità, ma solo ripensandoci dopo alcuni giorni, perché sul momento stavo maledicendo il me del passato che si iscrisse a medicina quel giorno…

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Il nostro fan, medico di professione, condivide una riflessione nata da esperienze vissute nel quotidiano. Osserva come, secondo la sua opinione, sia venuto meno il senso della misura in molti aspetti della vita moderna, così come anche il buon senso, spesso assente anche nelle situazioni più semplici.

Specificando di non voler apparire eccessivamente pessimista, afferma di trovarsi ogni giorno a contatto con molte persone, e questo lo porta a una constatazione personale piuttosto netta: a suo dire, una parte significativa degli individui che incontra rappresenta esempi discutibili del comportamento umano. Utilizza un’espressione provocatoria, dichiarando che in certi momenti arriva perfino a mettere in dubbio le teorie evoluzionistiche.

Nonostante la dichiarazione iniziale, il nostro amico precisa di non voler esagerare, ma suggerisce che quanto riportato in una conversazione specifica – che decide di condividere – possa far sorgere perplessità anche in chi legge.

Nel racconto emerge anche una preoccupazione concreta: il fatto che, in molti casi, le persone tendano a non assumersi la responsabilità delle proprie azioni, preferendo attribuire colpe ad altri. In particolare, segnala come spesso queste colpe vengano riversate sul medico di base, figura considerata da alcuni come il comodo bersaglio per qualsiasi errore o disguido.

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