Coronavirus e distanze di sicurezza: quando si dice “dare il buon esempio”

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Coronavirus e distanze di sicurezza: quando si dice “dare il buon esempio”

| 15/03/2020

Tutti conosciamo le norme imposte per proteggerci dalla diffusione del Coronavirus: qualcuno forse le ricorda un po’ meno.

  • Nella serata dell’11 marzo, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha diramato un ulteriore messaggio agli italiani
  • Al fine di contenere sempre più e sempre meglio il contagio da covid-19, tutte le attività (tranne quelle essenziali) resteranno chiuse fino al 25 marzo
  • Nel frattempo, succedeva anche qualcos’altro

 

11 marzo 2020: l’Italia è in piena emergenza Coronavirus. Il contagio cresce in modo esponenziale, tutta l’Italia è “zona rossa”. Medici e infermieri danno fondo alle loro energie per contenere quella che l’OMS ha dichiarato essere una pandemia. Nel frattempo, in quel di Sassuolo, si consuma un piccolo rito che vorrebbe essere “cristiano”. Debitamente pubblicizzato su Facebook.

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Fonte: Facebook

Il sindaco della cittadina emiliana si ritrae in uno scatto insieme ad altri soggetti tra i quali, sembra di capire, ci sono anche i parroci delle chiese della città. Sulla parte posteriore della foto si vede con chiarezza una statua devozionale della Madonna. Il post che accompagna lo scatto, apparso intorno alle ore 20:00, non lascia adito a dubbi. Infatti specifica cosa quelle persone stessero facendo: deporre, TUTTI INSIEME, un “mazzo di fiori in grembo alla statua della Vergine Maria”.

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Fonte: Facebook

In parole povere, il sindaco ammette di aver violato le norme imposte dallo Stato. Tra le raccomandazioni da seguire per contenere il Coronavirus, infatti, c’è quella tassativa di rispettare la distanza di almeno un metro tra una persona e l’altra. Chiunque di noi sia stato in un supermercato in questi giorni avrà notato come tale regola sia applicata pedissequamente al momento del pagamento alle casse.

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Fonte: Facebook

In nome di Dio

Il sindaco invece, senza nessun imbarazzo, scrive di essere stato molto vicino alle altre persone effigiate con lui nella foto. al fine di implorare la grazia per la “pestilenza” del Coronavirus. Quindi, per il “bene comune”. Naturalmente la cosa ha sollevato un polverone: non il gesto in sé, ma l’aperta ammissione di aver violato le norme da parte di un rappresentante locale delle istituzioni.

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Fonte: Facebook

La fede è un grande aiuto in questi frangenti drammatici: ma anche la Chiesa ha sospeso messe e funzioni, perfino funebri, finché l’emergenza non sia passata. Viene da pensare che, se la fede è un dono concesso a pochi, il buonsenso deve essere stato distribuito con ancora maggior parsimonia.

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