Fonte: Pexels
Per anni il termine “gold digger” è stato associato quasi esclusivamente alle donne. Film, canzoni e cultura pop hanno costruito l’immagine della partner pronta a inseguire il conto in banca prima ancora dell’anima gemella. Ora però uno studio del Behavioral and Social Sciences Institute di Vienna rimette tutto in discussione. E lo fa con una conclusione che farà discutere parecchio: gli uomini sarebbero tutt’altro che immuni dal fascino del patrimonio altrui.
I ricercatori guidati dallo psicologo Lennart Freyth hanno coinvolto 351 partecipanti di circa 30 anni, con orientamenti sessuali e politici differenti. Lo studio ha analizzato preferenze romantiche, aspettative economiche e tratti caratteriali come narcisismo, psicopatia, machiavellismo e sadismo. Ai partecipanti venivano poste domande molto dirette, ad esempio scegliere tra un partner economicamente stabile ma meno affidabile oppure una persona fedele ma con difficoltà finanziarie. Insomma, una specie di Tinder trasformato in laboratorio psicologico.
Secondo i risultati, gli uomini non eterosessuali con orientamento politico di sinistra avrebbero ottenuto i punteggi più alti nei comportamenti associati al “gold digging”. Anche alcune donne non eterosessuali hanno mostrato livelli più elevati rispetto alle eterosessuali, mentre le donne conservatrici avrebbero registrato valori inferiori. Gli studiosi precisano però che il fenomeno non dipende solo dal genere, ma da un insieme di fattori psicologici e sociali.
Tra gli elementi più collegati a questo comportamento emergono narcisismo, forte percezione del proprio valore sul mercato sentimentale e tendenza alla manipolazione. Inoltre, le persone più inclini a cercare vantaggi economici nelle relazioni sembrerebbero vivere soprattutto in grandi città e, in molti casi, essere studenti. Tradotto brutalmente: più opportunità, più competizione e più interesse per relazioni “vantaggiose”.
Uno degli aspetti più curiosi dello studio riguarda i cosiddetti “performative males”, uomini che costruirebbero un’immagine molto empatica e progressista per apparire meno minacciosi e più affidabili. Secondo Freyth, alcuni riescono ad aumentare il proprio fascino mostrandosi particolarmente comprensivi, dolci e sensibili, quando in realtà il loro interesse principale potrebbe essere il benessere economico della partner.
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Naturalmente i ricercatori non sostengono che ogni persona affascinante abbia secondi fini nascosti. Però invitano a non fermarsi troppo facilmente all’apparenza. Anche perché, come suggerisce ironicamente la ricerca, oggi il vecchio stereotipo della “cacciatrice di milionari” sembra avere finalmente trovato il suo corrispettivo maschile. E forse Kanye West, se dovesse aggiornare Gold Digger nel 2026, dovrebbe riscrivere almeno metà del testo.
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