Fonte: Pexels
Ventidue giorni. Non tre settimane, non un mese tondo, ma proprio 22. È questo il limite indicato da una ricerca di Talker Research secondo cui le donne dovrebbero incontrare le amiche almeno una volta entro questo intervallo per sentirsi “davvero vive e in equilibrio”. Un numero curioso, presentato come soglia massima per non perdere il contatto con quel mix di risate, confidenze e complicità che caratterizzerebbe le amicizie femminili.
Lo studio non chiarisce perché il confine sia fissato proprio lì. Nessuna spiegazione matematica o psicologica dettagliata sul perché 21 giorni non bastino o 23 siano troppi. Il messaggio, però, è chiaro: tra impegni, lavoro e famiglia, le donne non dovrebbero trascurare le proprie relazioni.
A sostenere l’importanza di questi legami interviene Danielle Bayard Jackson, autrice di Fighting for Our Friendships, che descrive le amicizie femminili come relazioni profonde, intense, spesso paragonabili a una famiglia scelta. Legami costruiti su apertura emotiva e sostegno reciproco, elementi che la psicologia individua come tratti frequenti nelle relazioni tra donne.
In realtà, l’idea che le relazioni sociali di qualità facciano bene non è una novità. Dal 1938 è in corso l’Harvard Study of Adult Development, uno degli studi più longevi sulla felicità umana, che da decenni ribadisce lo stesso concetto: contano i rapporti significativi, non l’isolamento.
Ricerche più recenti confermano che le amicizie femminili sono spesso caratterizzate da maggiore supporto emotivo e condivisione rispetto ad altri tipi di legami. Ma stabilire una frequenza minima di incontro aggiunge davvero qualcosa?
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La domanda resta aperta. C’è chi potrebbe aver bisogno di vedere le amiche ogni settimana e chi, invece, trovarsi perfettamente a proprio agio con ritmi più dilatati. Lo studio di Talker Research propone una soglia simbolica, ma i dati più solidi sembrano dire qualcosa di più semplice: coltivare legami autentici fa bene, con o senza calendario alla mano.
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