Due sorelle

Vivo con mia madre che sta male. Mi prendo cura di lei ma mia sorella sos5ene che non faccio niente. Non è facile lavorare, spaccarsi la schiena assistendo un genitore e poi sen5rsi dire che in realtà non si fa niente. Lo sapete questo come si chiama: senso di colpa. Sì mia sorella prova un senso di colpa enorme per mia madre. Perchéé?? Perchhe lei non c’è mai, perché lei non ce la fa, perché lei da la priorità a tutte le cose belle della sua vita e forse per ul5mo a nostra madre. lei il suo senso di colpa lo rifiuta e lo butta addosso a me. A me che mi spacco la schiena, a me che sto con mia mamma giorno e note. Leggetevi la chat e sono sicura che mi darete ragione. Il problema è che sono stanca. Sono così stanca che non ho neanche la forza di arrabbiarmi con lei, di li5gare con lei. Non ce la faccio. Per questo vi ho scritto per trovare sostegno. Scusate se forse questo non è il posto ggiusto. Ma sono stanca e siete i primi che mi siete venu5 in mente.

Scrivete cosa ne pensate nei commenti di Facebook e Buona lettura!

La nostra fan racconta una situazione familiare difficile, segnata dalla fatica, dall’esaurimento e da un profondo senso di ingiustizia. Vive con la madre, che sta male, e da tempo si occupa personalmente di assisterla ogni giorno e ogni notte, senza tregua. Lavora, si divide tra mille impegni e responsabilità, ma nonostante questo si sente giudicata e sminuita da sua sorella, che sostiene che lei “non faccia niente”.

Nel suo racconto emerge tutta la frustrazione di chi si trova a sostenere da sola il peso di una situazione complessa. La nostra follower spiega che la sorella, a differenza sua, è spesso assente: si dedica al lavoro, alle relazioni, ai propri spazi, mentre lei è rimasta accanto alla madre a occuparsi di tutto. Eppure, invece di ricevere comprensione, si ritrova ad affrontare accuse e critiche.

Secondo quanto scrive, la sorella agisce spinta dal senso di colpa. Sa di non esserci abbastanza, ma invece di ammetterlo preferisce ribaltare la responsabilità sugli altri, trasformando la propria mancanza in rimproveri rivolti a chi è presente. “Lei il suo senso di colpa lo rifiuta e lo butta addosso a me” racconta, con parole che racchiudono il peso di anni di fatica silenziosa.

La nostra fan si sente stanca, svuotata. È arrivata a un punto in cui non riesce più nemmeno ad arrabbiarsi. Non ha la forza per discutere, né per difendersi da accuse che reputa ingiuste. Tutto ciò che desidera è un po’ di comprensione, un segno di sostegno umano, un riconoscimento del suo impegno quotidiano.

Scrive queste righe per cercare conforto, per trovare uno spazio in cui sentirsi ascoltata. Ammette che forse non è il luogo più adatto per sfogarsi, ma in questo momento non ha altri punti di riferimento. Le sue parole sono un grido sommesso di chi, dopo aver dato tutto, sente di non avere più energie nemmeno per spiegare quanto stia soffrendo.

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