Effetto Pigmalione: conosci questo fenomeno psicologico?

Effetto Pigmalione: ecco come le aspettative positive possono influenzare in meglio le nostre prestazioni

 

Avete mai sentito parlare di effetto Pigmalione? Si tratta di un fenomeno psicologico che deve il suo nome a una figura mitologica.  Pigmalione, re di Cipro e abile scultore, si innamorò perdutamente di una delle sue statue più belle, chiamata Galatea. Secondo la letteratura classica, un giorno il sovrano pregò Afrodite affinché la scultura prendesse vita. La dea soddisfò la sua richiesta, rendendo Galatea una donna in carne ed ossa.

Cosa c’entra il mito di Pigmalione con il fenomeno psicologico a cui dà nome? L’effetto Pigmalione fa riferimento all’influenza esercitata dalle aspettative di una persona sulle prestazioni di un’altra. In pratica, se qualcuno crede nelle capacità di un certo individuo, viene trasmesso un senso di fiducia e di abilità che lo spinge a migliorare le proprie prestazioni. Così facendo, l’aspettativa iniziale viene confermata, proprio come una profezia che si auto-avvera. Allo stesso modo – ahinoi – può verificarsi il meccanismo opposto: le aspettative negative peggiorano le prestazioni non per incapacità, ma per per mancanza di supporto e incoraggiamento.

L’esperimento di Rosenthal e Jacobson

A mettere in luce le incredibili ripercussioni del fenomeno noto come effetto Pigmalione sono stati gli psicologi Rosenthal e Jacobson, che a partire dagli anni ’70 hanno studiato il modo in cui il rendimento degli studenti può essere influenzato dalle aspettative degli insegnanti.

Durante il loro esperimento, gli studiosi comunicarono a un gruppo di insegnanti che alcuni dei loro alunni avevano ottenuto punteggi elevati al prestigioso “Harvard test of Inflected Acquisition”. In realtà, il test non esisteva e i nomi degli studenti vennero sorteggiati del tutto casualmente.

Leggi anche: Che cos’è l’effetto nocebo, come riconoscerlo ed evitarlo

I due psicologi misurarono il QI degli alunni prima dell’avvio e al termine dell’anno scolastico. Ciò permise loro di osservare che coloro che erano stati indicati agli insegnanti come “promettenti” per via dei risultati conseguiti all’Harvard test avevano migliorato nettamente il loro QI rispetto al resto dei compagni di classe. Ciò dimostra l’importanza di incoraggiare noi stessi e gli altri, indipendentemente dalle capacità di partenza: credere di essere altezza di un certo traguardo ci motiva al punto di renderci tali.

Share