Mi chiamo Carla e ho scoperto di essere un’orfana di fatto.. o meglio, credevo di avere una famiglia che mi volesse bene e si prendesse cura di me nel momento del bisogno e delle varie e molteplici emergenze e sfide che la vita ti para davanti, ma evidentemente ho fatto male i calcoli. Leggete questa conversazione che vi ho inviato e rendetevi conto da soli di che razza di madre mi è capitata al mondo. Una che da risposte simili alla propria figlia in un momento del genere voi me la chiamate davvero una madre reale? Leggere per credere! Robe da scandalo proprio..
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La nostra fan Carla ha voluto condividere un’esperienza che l’ha profondamente segnata, portandola a una presa di coscienza dolorosa: sentirsi, nei fatti, un’orfana. Non per una mancanza fisica, ma per un’assenza emotiva e affettiva che l’ha colpita in un momento di particolare vulnerabilità.
Per tutta la vita, la nostra follower ha creduto di poter contare sulla propria famiglia. Pensava che nei momenti più complessi, quelli fatti di emergenze, difficoltà e ostacoli improvvisi, avrebbe potuto trovare appoggio e sostegno tra le persone più care. In particolare, sperava nella presenza della madre. Tuttavia, la realtà l’ha delusa profondamente.
Carla racconta che, in un momento delicato della sua vita, ha cercato conforto e comprensione proprio dalla madre. Ma la risposta ricevuta l’ha lasciata senza parole. Una reazione che lei definisce scandalosa, del tutto inadeguata rispetto alla situazione e a ciò che ci si aspetterebbe da un genitore nei confronti della propria figlia. Nella conversazione condivisa, la nostra amica mostra quanto poco ascolto, empatia e vicinanza le siano stati riservati. Le parole scambiate con la madre hanno avuto per lei un impatto talmente forte da metterla in discussione non solo come figlia, ma come persona. Il tono, il contenuto e l’atteggiamento percepito l’hanno ferita, rendendole evidente un distacco emotivo che non avrebbe mai immaginato di vivere.
Il nostro fan si è trovata così a riconsiderare tutto: le relazioni familiari, l’immagine che aveva costruito nel tempo, e il significato stesso della parola “madre”. Una figura che dovrebbe rappresentare rifugio e sicurezza, ma che, in questo caso, le ha lasciato soltanto amarezza e senso di solitudine. Carla ha scelto di raccontare questo momento perché, secondo lei, basta leggere le parole ricevute per capire da soli la situazione. Nessuna interpretazione, nessun commento ulteriore: solo la cruda evidenza di uno scambio che lascia spazio all’incredulità.
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