La guerra degli emù: il conflitto memorabile

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La guerra degli emù: il conflitto memorabile

| 01/08/2020
La guerra degli emù: il conflitto memorabile

Ma allora Willy il Coyote non vi ha insegnato proprio niente.

  • Nel 1932 le coltivazioni in Australia erano devastate dagli emù
  • Il governo decise allora di sterminarne la popolazione
  • Fece scendere in campo l’esercito con le mitragliatrici
  • Doveva essere un’operazione lampo, ma gli emù si dimostrarono maledettamente intelligenti
  • La guerra si protrasse per mesi
  • Qualche emù cadde, ma alla fine vinsero loro
  • I coltivatori costruirono delle semplici palizzate per tenerli lontani dai campi

 

Doveva essere una passeggiata, una cosetta da niente. “Mi piace l’odore di emù arrosto al mattino” disse tenendo uno stecchino tra i denti stretti il rude maggiore G. P. W. Meredith. Questi fu messo a capo dell’azione di guerra volta a combattere un nemico devastante, ma nell’opinione comune facile da debellare: la popolazione di emù che viveva negli anni Trenta nell’Australia occidentale.

A quei tempi, a molti soldati che avevano combattuto valorosamente nella Grande Guerra vennero concessi dei terreni da coltivare. Ben presto però gli emù resero impossibile questa attività, devastando i campi. Al punto che la gente chiese al governo di intervenire. Il Ministro della Difesa, Sir George Pearce, decise di farlo nel modo più brutale: dichiarando guerra agli emù.

La mattina del 2 novembre 1932, la settima batteria della Royal Australian Artillery si appostò a metà strada tra Perth e Kalgoorlie. Era armata di due mitragliatrici e abbondanti munizioni. Oggi gli animalisti sarebbero inorriditi: quello che si prospettava era un massacro. Appena vennero avvistati i primi esemplari, fu fatto fuoco. La guerra aveva inizio. Ma…

Maledetto Beep Beep

L’ornitologo D.L. Serventy se la ride. “I militari credevano che avrebbero sparato nel mucchio decimando la popolazione emù. Loro invece si sono organizzati e hanno adottato sofisticate tattiche di guerriglia. Si sparpagliavano in piccoli gruppi, rendendo del tutto inutili le potenti mitragliatrici”. Insomma, una clamorosa debacle per gli umani. Qualche volatile restò sul campo, ma non si ottenne lo scopo ricercato.

Ci fu una breve tregua, le truppe umane si riorganizzarono, la guerra riprese qualche giorno più tardi. Ancora una volta, lo sterminio desiderato non ebbe luogo. A questo punto però stavano crescendo le proteste in tutto il mondo per i barbari metodi applicati contro gli animali. Di lì a poco, si capì che per tenere lontani gli ingordi emù bastavano delle robuste recinzioni.

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Vi furono numerosi caduti tra gli emù, durante la Grande Guerra australiana. Essi si batterono con coraggio e versarono il proprio sangue per il bene della collettività. Mai li dimenticheremo. E mai dimenticheremo la figura da scemi che fecero fare ai militari e alle loro mitragliatrici.

Il video che segue, ovviamente, lo hanno fatto gli umani. Quindi è un clamoroso fake.

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