Encephalartos woodii: la storia strappalacrime della pianta più sola del mondo

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Encephalartos woodii: la storia strappalacrime della pianta più sola del mondo

| 20/07/2020

L’Encephalartos woodii è probabilmente la pianta più sola del mondo.

  • Un particolare tipo di cicade è stata trovata in Africa nel 1895
  • Prelevata e trasportata a Londra, l’Encephalartos woodii aspetta da oltre 100 anni una compagna con la quale accoppiarsi
  • Milioni di anni fa questa specie verde affollava il pianeta, ma con il passare del tempo il suo numero si è via via ridotto
  • L’esemplare conservato a Londra è un maschio, e senza una femmina della sua stessa specie non riuscirà a procreare
  • Che l’Encephalartos woodii sia destinata a morire sola?

Se pensate che un partner per la vita sia importante solo per esseri umani e specie animali, sappiate anche anche molte piante hanno bisogno di un compagno se vogliono sperare di avere una prole florida e numerosa. Encephalartos woodii è tra queste anche se, ahinoi, la pianta in questione potrebbe essere destinata a rimanere sola per sempre, finendo per estinguersi ed abbandonando questo mondo senza nessun adorabile piccolo arbusto. Questo perché la cicade è probabilmente l’ultima nel suo genere.

La pianta è stata scoperta nel 1895 dal botanico John Medley Wood lungo un pendio a Zululand, in Africa meridionale. Lo studioso, appassionato di piante rare, ne colse alcuni arbusti per spedirli a Londra. Nella capitale britannica la pianta venne conservata ed esposta presso la Palm House del Royal Botanical Gardens di Kew dove, da più di un secolo, pare stia ancora aspettando un compagno con il quale procreare. Una storia strappalacrime quella della pianta più sola del mondo, che negli anni ha mobilitato fior fior di ricercatori spediti in lungo e in largo alla ricerca di una partner.

Ma l’Encephalartos woodii non se l’è sempre passata così male.

Milioni e milioni di anni fa, le cicadi affollavano il pianeta Terra, assestandosi intorno al 20% dell’intera vegetazione del globo. Abbastanza resistenti da sopportare cinque glaciazioni, queste piante sono giunte sino a noi ma riducendosi progressivamente ed arrivando, oggi, allo sbalorditivo numero di una sola unità. Maschio. E se alcune piante posseggono entrambi gli organi riproduttivi, lo stesso non si può dire per l’Encephalartos woodii, in cerca di una femmina da ormai cento anni.

È vero che in diversi giardini botanici sparsi in tutto il mondo vi siano esemplari cloni, estrapolati dalla pianta di partenza. Ed è anche vero che tecnicamente la pianta potrebbe accoppiarsi con specie simili. Eppure, nell’una e nell’altra situazione, pare che la procreazione di una vera prole non sia possibile. Una storia tristissima quella dell’l’Encephalartos woodii, la quale potrebbe giungere all’estinzione senza aver avuto la possibilità di metter su famiglia. “Questo è l’organismo più solitario del mondo”, scrisse il biologo Richard Fortey, Sta invecchiando solo ed è destinato a non avere successori. Nessuno sa per quanto tempo vivrà”. Sigh.

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