Eproctofilia: cos’è il feticismo dei peti e perché oggi è diventato un trend

Tabù, intimità e connessione emotiva: cosa si nasconde dietro il nuovo fenomeno virale

 

L’ultima parola che circola nei dibattiti online è eproctofilia. Un termine tecnico che indica il feticismo per le flatulenze, fenomeno che fino a poco tempo fa sembrava relegato a nicchie molto specifiche del web e che oggi, invece, viene discusso apertamente.

Nel 2025 la piattaforma Clips4Sale ha registrato un incremento del 38% nelle visualizzazioni di contenuti dedicati, segnale che qualcosa si sta muovendo anche a livello mainstream. Non si tratta solo di curiosità passeggera, ma di un interesse che trova spiegazioni psicologiche e relazionali.

Il peso del tabù e la forza della trasgressione

Secondo la sessuologa Gigi Engle, autrice di Kink Curious, la chiave sta nella rottura delle regole sociali. Come spiegato a Metro, il tabù può amplificare l’eccitazione perché il sistema nervoso interpreta l’esposizione e la vulnerabilità come una forma di intensa stimolazione emotiva.

In altre parole, ciò che culturalmente viene considerato imbarazzante o inappropriato può trasformarsi in elemento di attrazione proprio perché infrange una norma condivisa. La trasgressione diventa così un acceleratore emotivo, più che un semplice gusto eccentrico.

Intimità, biologia e connessione personale

Non tutto, però, si riduce alla provocazione. Un sondaggio dell’app Wisp rivela che il 54% delle persone considera la possibilità di sentirsi liberi davanti al partner – anche nei momenti meno eleganti – un segnale di intimità autentica e benessere nella relazione. Esiste poi un aspetto biologico. Un’indagine di Superdrug ha mostrato che 9 persone su 10 dichiarano di non trovare sgradevole l’odore delle proprie flatulenze, probabilmente per una questione di familiarità corporea.

Leggi anche: Trattenere un peto: perché è sbagliato farlo e quali sono le conseguenze?

Quando questa predisposizione si sposta verso l’altro, entra in gioco la dimensione emotiva. Il caso di “Brad”, analizzato dal professor Mark Griffiths, evidenzia proprio questo punto: l’interesse non era generico, ma legato alla persona specifica. In questo senso, l’eproctofilia appare meno come un fenomeno isolato e più come un intreccio tra tabù sociale, biologia e legame affettivo, elementi che spiegano perché un argomento considerato imbarazzante sia oggi oggetto di conversazioni sempre più aperte.

Share