L’esistenza del mostro di Loch Ness dichiarata “plausibile” dopo una scoperta sorprendente

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L’esistenza del mostro di Loch Ness dichiarata “plausibile” dopo una scoperta sorprendente

| 06/08/2022

Il plesiosauro preistorico viveva in acqua dolce

  • L’esistenza del mostro di Loch Ness è stata dichiarata “plausibile”
  • Gli scienziati hanno infatti ritrovato fossili di piccoli plesiosauri durante uno scavo nel sistema fluviale dell’odierno Marocco
  • I presunti avvistamenti di Nessie hanno sempre ricordato il plesiosauro preistorico
  • Tuttavia si riteneva che vivesse in acqua salata
  • Questa scoperta ha invece fatto capire che era regolarmente anche in acqua dolce, proprio come a Loch Ness

 

L’esistenza del mostro di Loch Ness è stata dichiarata “plausibile” dagli scienziati dopo la scoperta di un fossile. I ricercatori dell’Università di Bath hanno fatto questa affermazione dopo il ritrovamento di fossili di piccoli plesiosauri durante uno scavo nel sistema fluviale dell’odierno Marocco. Le immagini sgranate e le descrizioni di Nessie dopo i presunti avvistamenti hanno ricordato il plesiosauro preistorico, un rettile ritenuto fino ad ora marino con quattro pinne, dal collo lungo e dalla testa piccola.

Gli scettici avevano sempre scartato l’idea che la stirpe del plesiosauro potesse essere sopravvissuta fino all’era moderna ed essere esistita a Loch Ness, anche perché si riteneva che il rettile potesse vivere solo in un ambiente di acqua salata. Eppure ora è arrivata questa scoperta che suggerisce che i plesiosauri vivevano in acqua dolce, proprio come a Loch Ness. Lo scavo ha portato alla luce ossa e denti di un plesiosauro adulto e un osso del braccio di un piccolo. I reperti indicano che il rettile conviveva in acqua dolce con rane, coccodrilli, tartarughe, pesci e il dinosauro acquatico Spinosaurus.

Ciò supporta la teoria che il plesiosauro predasse regolarmente pesci pesantemente corazzati

Dave Martill, professore di paleobiologia presso l’Università di Bath e coautore della ricerca, ha dichiarato: “Ciò che mi stupisce è che l’antico fiume marocchino contenesse così tanti carnivori che vivevano l’uno accanto all’altro. Non era un posto dove andare a nuotare”. I denti mostravano gli stessi schemi di forte usura visti nello Spinosaurus. Ciò supporta la teoria che il plesiosauro predasse regolarmente gli stessi pesci pesantemente corazzati che vivevano nel sistema fluviale dello Spinosaurus e non fosse solo di passaggio.

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Il dottor Nick Longrich, autore corrispondente del lavoro, ha aggiunto: “Non sappiamo davvero perché i plesiosauri si trovassero in acqua dolce. È un po’ controverso, ma chi può dire che siccome noi paleontologi li abbiamo sempre chiamati ‘rettili marini’, dovevano vivere nel mare? Molti lignaggi marini hanno invaso l’acqua dolce”. E così un comunicato stampa dell’Università di Bath ha descritto l’esistenza del mostro di Loch Ness come “a un certo livello, plausibile” perché i plesiosauri “non erano confinati nei mari” e “abitavano l’acqua dolce”.

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