Il mio nome è Clizia, ho 28 anni e sono una maestra di matematica alle elementari. Ormai lavoro in questo settore da due anni e mi ritengo molto fortunata ad aver ottenuto il posto così “presto”, molti miei colleghi ci impiegano anni e anni. Io so di essere destinata a fare questo lavoro, perché adoro i bambini, mi piace insegnare e sono cresciuta con entrambi i miei genitori professori delle superiori. Sono cresciuta circondata dalla loro passione per la loro professione, dall’amore verso i ragazzi e dall’importanza del lasciare un segno nelle loro menti e nei loro cuori. Infatti, questa cosa me la sono portata dietro anche io, tant’è che scrivo al papà di un mio nuovo alunno per parlargli delle difficoltà di suo figlio. Io sono dell’idea che i problemi vadano affrontati fin da subito, ma purtroppo al giorno d’oggi, nel 202 4, non ci sono più i genitori di una volta. Vi mando qui sotto la conversazione, per darvi un’idea di cosa voglia dire essere maestra oggi. Vi auguro una buona giornata!
Scrivete cosa ne pensate nei commenti di Facebook e Buona lettura!
La nostra fan, Clizia, racconta di avere 28 anni e di lavorare come insegnante di matematica alla scuola primaria. Svolge questa professione da due anni e si considera fortunata per aver ottenuto un incarico stabile in tempi relativamente brevi, consapevole che molti colleghi attendono a lungo prima di raggiungere lo stesso traguardo.
Il nostro fan spiega di sentirsi profondamente legata a questo mestiere, che percepisce come una vera vocazione. Racconta di amare i bambini e di trovare grande soddisfazione nell’insegnamento. La sua scelta professionale, secondo quanto riferisce, affonda le radici nella storia familiare: è cresciuta con entrambi i genitori insegnanti di scuola superiore, immersa nel loro entusiasmo per la didattica e nel valore che attribuivano all’educazione.
La nostra amica descrive un’infanzia trascorsa tra racconti scolastici, riflessioni sull’importanza di lasciare un segno nella mente e nel cuore degli studenti e un forte senso di responsabilità verso le nuove generazioni. Afferma di aver interiorizzato questi principi, portandoli con sé nella propria esperienza quotidiana in classe.
Proprio in quest’ottica, il nostro fan racconta di aver recentemente contattato il padre di un nuovo alunno per discutere di alcune difficoltà riscontrate nel percorso scolastico del bambino. Spiega di essere convinta che eventuali problemi vadano affrontati tempestivamente, attraverso un dialogo aperto e collaborativo con la famiglia. Per lei, la comunicazione tra scuola e genitori rappresenta un passaggio fondamentale per garantire il benessere e la crescita dell’alunno.
Tuttavia, la nostra fan evidenzia come, a suo dire, il rapporto con alcune famiglie risulti oggi più complesso rispetto al passato. Sostiene che nel 2024 il ruolo genitoriale sia cambiato e che non sempre si trovi la stessa disponibilità al confronto costruttivo. Racconta di voler condividere la conversazione intercorsa con il padre del bambino proprio per offrire uno spaccato concreto di cosa significhi, dal suo punto di vista, essere insegnante oggi.
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