Fonte: Wikipedia
Nel 2009, Arthur Anker fotografa nel Gran Sabana National Park in Venezuela un insetto che nessuno dimenticherà facilmente. Tra le decine di scatti, uno solo diventa virale: una falena bianca, soffice e arrotondata, talmente buffa da sembrare un piccolo barboncino volante. Gli utenti della rete la battezzano Venezuelan Poodle Moth, e da allora il suo fascino non è diminuito. Ali comuni, antenne piumate e corpo peloso: un mix tra insetto e cucciolo domestico che il web adora.
I social impazziscono e la foto rimbalza tra blog scientifici e siti di divulgazione. È quasi impossibile non innamorarsi di questa creatura, che sembra uscita da un cartone animato o da un Pokémon in carne e ossa. Eppure, nonostante la popolarità, nessuno può confermare con certezza la sua classificazione.
Gli zoologi hanno provato a dare un nome alla Poodle Moth. Karl Shuker suggerisce il genere Artace, famiglia Lasiocampidae, confrontando il corpo, le antenne e le zampe con altre falene note come Diaphora mendica. Le differenze sono però troppe, e il verdetto resta sospeso: nessun esemplare aggiuntivo è mai stato documentato. Potrebbe essere una specie mai descritta, o una rarità così sfuggente da apparire solo quando qualcuno scatta la foto giusta.
Negli anni, la rete ha complicato ulteriormente le cose: foto false e falene diverse spacciate per Poodle Moth hanno creato confusione. Tutto ciò che si sa con certezza è il singolo scatto originale del 2009, che mostra un insetto lungo circa 2,5 cm, soffice, bianco e irresistibile.
Il successo virale della Poodle Moth non dipende solo dall’aspetto bizzarro, ma dal suo messaggio implicito: la natura nasconde ancora incredibili segreti. In un mondo in cui le falene sono spesso grigie e anonime, e la biodiversità tropicale poco esplorata, questo piccolo insetto ricorda che l’imprevedibile è reale. Che sia una nuova specie o una variante insolita, la Poodle Moth dimostra che il nostro pianeta ha ancora meraviglie da farci scoprire.
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Il suo pelo da barboncino e gli occhi scuri e tondi fanno sorridere chi la guarda, e forse è proprio questo a rendere il mistero più affascinante. Una sola foto è bastata a catturare l’immaginazione globale, insegnando che, a volte, basta un piccolo scatto per ricordarci quanto la natura possa sorprendere.
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