Fantasticare di uccidere il capo è normale, secondo gli psicologi

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Fantasticare di uccidere il capo è normale, secondo gli psicologi

| 20/06/2022
Fonte: Pinterest

È perfettamente normale desiderare di uccidere il proprio capo

  • A volte abbiamo fantasie omicide
  • Molti dipendenti insoddisfatti possono fantasticare di uccidere il capo
  • Questo è normale e non ci deve spaventare
  • Secondo gli esperti di psicologia, fa parte del processo evolutivo cognitivo
  • Fortunatamente, solo pochissime persone danno seguito a tali fantasie

 

Secondo la dottoressa Julia Shaw, psicologa criminale e ricercatrice onoraria dell’University College di Londra, oltre la metà della popolazione ha immaginato, in un momento o nell’altro, di uccidere una persona che conosce. La dottoressa Shaw ha detto che i pensieri di uccidere gli altri sono un “fenomeno comune” e una reazione assolutamente umana.

La criminologa ha affermato che fantasticare sui dettagli dell’assassinio di un capo non è un processo del tutto negativo. Il solo pensiero fa sì che i dipendenti provino empatia per i loro superiori. Alcuni psicologi evoluzionistici sostengono che un’innocua fantasia omicida ci aiuti a comportarci meglio.

Questione di intelligenza

L’esperta ha detto che gli esseri umani hanno un’intelligenza evoluta che permette loro di pianificare e prevedere i risultati che possono derivare da comportamenti specifici. Mentre molti di noi sognano ad occhi aperti di uccidere gli altri, solo l’1% circa della popolazione è considerato uno psicopatico. Solo una piccola minoranza di psicopatici continuerà ad essere violenta o ad uccidere qualcuno.

La dottoressa Shaw però ha anche sostenuto che è sbagliato descrivere la maggior parte degli assassini come “cattivi”, dicendo che alcuni commettono il crimine come risultato di una perdita di controllo o in modo involontario. Tuttavia, una nota di cautela viene da uno studio statunitense che ha scoperto che sognare ad occhi aperti sulla violenza potrebbe danneggiare il proprio benessere.

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I ricercatori, che hanno reclutato 139 partecipanti e chiesto ad alcuni di immaginare un comportamento violento nei confronti di persone che odiavano, hanno scoperto che i volontari sono rimasti meno contenti e più propensi a rimanere impantanati in pensieri ripetitivi che potrebbero risultare dannosi per la salute mentale.

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