Fonte: Pexels
Era l’agosto 2025 quando Patrick e Evelyne Sire si fermarono in un’area di servizio nel Delta dell’Ebro, in Spagna, senza immaginare che il loro gatto Filou avrebbe colto l’occasione per una fuga epica. Lasciato un finestrino leggermente aperto del camper, il felino si è dileguato, lasciando i proprietari inizialmente speranzosi, convinti che si fosse solo nascosto da qualche parte. Tuttavia, dopo ore e dopo aver ispezionato ogni angolo del veicolo e tentato di attirarlo con del cibo, si resero conto che Filou era davvero scomparso.
Le ricerche immediate inclusero viaggi di ritorno all’area di servizio catalana e contatti con associazioni locali e la Guardia Civil, ma ogni segnalazione si rivelò infruttuosa. Qualche avvistamento di gatti bicolore alimentava timidamente la speranza, ma nessuno era Filou.
Poi, il 9 gennaio 2026, la svolta: una donna di Homps, nei pressi di Olonzac, contattò i Sire per comunicare che un gatto sottopeso e spaventato era apparso da un mese vicino alla sua abitazione. Grazie al microchip, fu confermato che si trattava di Filou. Patrick corse a Homps e trovò il suo felino in sorprendenti buone condizioni considerando l’epopea affrontata.
Gli esperti sottolineano che i gatti possiedono una memoria spaziale incredibilmente sviluppata, capace di registrare paesaggi, odori e suoni per orientarsi anche su distanze notevoli. Come Filou abbia attraversato confini, campi e città rimanendo sul percorso verso casa rimane un mistero.
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Il viaggio del felino ha fatto il giro della regione e probabilmente dei social, trasformando una storia ordinaria di smarrimento in una piccola leggenda felina. Cinque mesi, 250 chilometri e un microchip come unico filo conduttore: Filou ha dimostrato che l’istinto di orientamento felino non scherza, e che qualche volta un gatto è davvero più determinato di molti automobilisti.
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