Ho finito da poco la chemio. Vorrei andare in vacanza al mare con mia figlia, ma lei dice che si stressa. La capisco. Sono sta: mesi difficilissimi per me e per mia figlia. Lei è molto stanca ma anche io lo sono. Sono sta: mesi in cui ho rinunciato a tu>o della mia vita. Prima della diagnosi avevo una vita a@vissima perché ero perfe>amente in salute anche se ho superato i se>anta anni. Sono stanca di cure, di medicine, di questa emergenza con:nua, di preoccuparmi sempre. Volevo andare a mare a Capo D’Orlando che è un paesino splendido che conosco bene in cui c’è uno splendido mare, vita e tanta bella gente. Ecco ho bisogno di vita. Sono stata tanto tra 4 mura. Ho bisogno di respirare aria che sa di mare. Ho bisogno di sorridere. Ma non sono del tu>o autonoma ancora ed emo:vamente non mi sento sicura a par:re con un’amica. Preferivo mia figlia… Ma lei non vuole venire. Scrivo per tu>e quelle persone un po’ in là con gli anni che hanno ancora tanta voglia di vivere. Magari siamo un po’ ammaccatelli, ma non abbiamo bisogno solo di medicine e riposo, ma anche di un po’ di gioia.
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La nostra fan racconta di aver terminato da poco un percorso molto difficile: la chemioterapia. Dopo mesi di cure, visite, medicine e continue preoccupazioni, sente il bisogno di voltare pagina, almeno in parte. Il desiderio che emerge dal suo racconto è semplice ma profondo: vorrebbe andare in vacanza al mare insieme a sua figlia.
La nostra fan spiega di comprendere perfettamente le ragioni della figlia, che si sente stanca e stressata. Quelli appena trascorsi sono stati mesi durissimi non solo per lei, ma anche per chi le è stato accanto. La figlia ha vissuto questo periodo con grande coinvolgimento emotivo e ora avverte il peso della fatica accumulata. Tuttavia, come racconta l’amica, anche lei è stremata.
Nel suo messaggio, la nostra fan descrive questi mesi come un tempo sospeso, fatto di rinunce continue. Racconta di aver messo da parte ogni aspetto della sua vita precedente. Prima della diagnosi, nonostante avesse superato i settant’anni, conduceva un’esistenza molto attiva: usciva, si muoveva, era autonoma e pienamente in salute. La malattia ha cambiato tutto, imponendo un ritmo diverso, fatto di attese, limiti e paura costante.
La nostra fan si dice stanca delle cure, dei farmaci, dell’emergenza continua e dell’ansia che accompagna ogni giornata. Racconta di essere rimasta a lungo chiusa tra quattro mura, con la sensazione di vivere sempre in funzione della malattia. Ora sente il bisogno di qualcosa di diverso. Non solo riposo, ma vita.
Il luogo che aveva in mente è Capo D’Orlando, un paese che conosce bene e che descrive come splendido. Un posto di mare, di luce, di persone, di movimento. La nostra fan racconta di sentire un bisogno fisico ed emotivo di mare, di aria salmastra, di spazi aperti. Ha bisogno di respirare, di sorridere, di tornare a sentire qualcosa che assomigli alla normalità.
Nonostante questo desiderio, spiega di non essere ancora del tutto autonoma. Dal punto di vista emotivo non si sente pronta a partire con un’amica e avrebbe preferito condividere questo momento con sua figlia, la persona che più le dà sicurezza. Il rifiuto della figlia, però, l’ha ferita, anche se ne comprende le motivazioni.
La nostra fan chiarisce che il suo messaggio non nasce da rabbia, ma dal bisogno di raccontarsi. Scrive anche per tutte quelle persone che, pur avendo qualche anno in più e qualche acciacco addosso, sentono ancora una forte voglia di vivere. Persone che magari sono un po’ “ammaccatelle”, come dice lei, ma che non hanno bisogno solo di medicine e riposo, bensì anche di gioia, di bellezza e di vita.
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