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Nel Mediterraneo non sono solo le spiagge a riempirsi: anche la vita marina deve adattarsi. In Grecia, la foca monaca mediterranea sta modificando le proprie abitudini per sfuggire al crescente disturbo umano. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Oryx, questi animali stanno sempre più spesso abbandonando le zone più accessibili per rifugiarsi in luoghi difficili da raggiungere.
Tra questi spazi ci sono le cosiddette grotte sottomarine piene d’aria, ambienti nascosti sotto il livello del mare che offrono una protezione naturale. Qui le foche trovano riparo lontano da barche, turisti e curiosi, in un equilibrio sempre più fragile tra natura e presenza umana.
Le ricerche si sono concentrate nell’arcipelago ionico, in particolare nell’area dell’isolotto di Formicula, dove il turismo estivo è particolarmente intenso. In queste zone le foche vengono spesso avvistate dai visitatori e, in alcuni casi, avvicinate o disturbate nei pressi delle grotte in cui riposano e crescono i piccoli.
Per studiare meglio il fenomeno, i ricercatori hanno installato un sistema di monitoraggio con telecamere a distanza. Una è stata posizionata in una grotta già nota, l’altra in una caverna sommersa collegata a una “bubble cave”, accessibile solo attraverso un passaggio sott’acqua. I dati raccolti in 141 giorni tra il 2020 e il 2021 mostrano una chiara preferenza: 119 giorni nelle grotte sommerse contro 30 in quelle tradizionali.
Le immagini mostrano le foche mentre galleggiano in superficie, dormono in posizione verticale o restano immobili sul fondo marino. In questi ambienti nascosti trovano condizioni più sicure, soprattutto quando la presenza umana aumenta nelle aree costiere.
Questo comportamento viene interpretato come una risposta diretta al disturbo antropico, uno dei principali fattori di rischio per la specie. Le coste sempre più urbanizzate, il traffico nautico e il turismo intensivo riducono gli spazi disponibili per il riposo e la riproduzione.
La situazione non riguarda solo la Grecia. Anche lungo le coste italiane la foca monaca sta lentamente ricomparendo dopo anni di quasi totale assenza. Avvistamenti sono stati segnalati in Sardegna, Sicilia, Campania, Toscana e lungo alcune aree dell’Adriatico.
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Per garantire la sua sopravvivenza sarà necessario proteggere le aree più sensibili, in particolare le grotte marine e i tratti di costa meno disturbati. La presenza della specie dipende infatti dalla possibilità di trovare spazi sicuri, lontani da una pressione turistica sempre più costante.
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