Smartphone a tavola prima della forchetta: se fotografi il piatto ti godi meno il cibo

L’ossessione globale per lo scatto perfetto da pubblicare sui social network altera l’esperienza sensoriale del pasto

 

Il cibo viene servito a tavola fumante ma, invece di impugnare prontamente la forchetta, scatta quel riflesso condizionato e ormai universale che spinge ad afferrare lo smartphone per immortalare la portata. Questa abitudine culinaria, trasformatasi in una vera e propria moda globale, nasconde in realtà una dinamica ben più complessa e profonda di un semplice scatto fotografico innocuo. Concentrarsi sulla ricerca della luminosità ideale o sulla prospettiva migliore finisce per allontanare il cliente dalla vera essenza del cibo, spostando il focus dal sapore alla pura estetica visiva.

Quando questa consuetudine sfocia in una vera e propria fissazione, l’intera esperienza sensoriale all’interno del ristorante rischia di essere seriamente compromessa. Il tempo impiegato per elaborare l’inquadratura perfetta è infatti lo stesso in cui, inevitabilmente, il piatto si raffredda e gli aromi originali svaniscono nell’aria. Chi decide di vivere il momento del pranzo o della cena esclusivamente attraverso lo schermo del telefono, alla fine della giornata, rischia concretamente di assaporare e gustare molto meno la pietanza che si trova davanti.

La trappola della sindrome da convalida digitale e la perdita del piacere presente

L’atto di immortalare ogni portata risponde a dinamiche psicologiche ben precise, identificate dagli esperti con la definizione di sindrome da convalida digitale. Si tratta di un vero e proprio cortocircuito mentale moderno per il quale un’esperienza vissuta, se non viene prontamente condivisa e mostrata alla propria cerchia di contatti virtuali, sembra quasi non possedere alcuna consistenza reale. Il piacere personale cede così il passo a una vera e propria esibizione mirata a ottenere l’approvazione altrui.

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In questo modo, la ricerca spasmodica dei mi piace sui social network va a discapito del momento presente, alterando la spontaneità dell’istante. Un’occasione che dovrebbe essere dedicata alla convivialità con i commensali, alla scoperta di nuovi sapori e al relax personale viene ridotta a un semplice trofeo digitale da mostrare in rete. La cena smette di essere un piacere intimo e privato, trasformandosi in una performance studiata esclusivamente per lo sguardo e il giudizio del pubblico del web.

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