Fuma marijuana perché è “in missione per conto di Dio”

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Fuma marijuana perché è “in missione per conto di Dio”

| 16/09/2020
Fuma marijuana perché è “in missione per conto di Dio”

Ogni uomo deve trovare da solo la sua strada verso Dio. E a volte i percorsi sono davvero singolari.

  • Carlo Alexander Guillen è stato fermato dalla Polizia
  • Era al volante ubriaco
  • Inoltre fumava marijuana
  • Ha spiegato il suo comportamento così
  • Ha detto che si stava preparando al ritorno di Gesù Cristo

 

Carlos Alexander Guillen è un giovanotto di 22 anni ed ecco che cosa gli è successo. Un bel giorno i clienti di un centro commerciale si avvedono di uno strano figuro che ha la macchina parcheggiata nell’ampio spazio antistante. Il ragazzo, il nostro Carlos, cammina avanti e indietro un po’ barcollante. Parla da solo, beve e appare chiaramente (quantomeno) ubriaco. Per quanto non appaia pericoloso, i presenti decidono di chiamare l’ufficio dello Sceriffo dell’Indian River County.

I poliziotti arrivano rapidamente e si avvicinano alla macchina del soggetto segnalato. Gli uomini della Polizia cominciano a fargli delle domande, a cui lui risponde con voce impastata ma con sorprendente prontezza. Gli chiedono come si chiama, e lui risponde Carlos Alexander Guillen. Gli chiedono dove stesse andando, e lui dice di essere diretto a Tampa per la messa domenicale. Peccato che Tampa si trovi praticamente dalla parte opposta di Vero Beach, dove lui effettivamente era.

Gli chiedono infine se abbia bevuto. Forse impossibilitato a negare l’evidenza, Carlos dice di aver bevuto un goccetto. Vicino a lui c’è una vistosa bottiglia di cognac Hennessy e un bicchiere che ne ha chiaramente contenuto un bel po’. A questo punto scatta l’inevitabile richiesta di mostrare la sua patente e i documenti di guida. Ed è a tale domanda che Carlos risponde mostrando il suo vaporizzatore.

Unto dal Signore

Fin dall’arrivo delle forze dell’ordine, infatti, il ragazzo ha tenuto in mano una sorta di sigaretta elettronica da cui esce quel fumo puzzolente. Carlos dice che dentro la sigaretta c’è del THC, che è il principio attivo della marijuana. In una parola dice ai poliziotti che si stava drogando, fumando sostanze stupefacenti. Ma le sue spiegazioni non finiscono lì.

Forse notando che gli agenti appaiono un po’ interdetti davanti alla sua confessione, decide di vuotare il sacco per intero. Così, con aria molto seria e con tono assolutamente convinto, spiega che non fuma mica la marijuana per piacere personale. L’erba gli serve per essere pronto al prossimo ritorno di Gesù Cristo su questa terra, come promesso dalle Sacre Scritture.

Ora, ci sfugge il passo esatto dei Vangeli in cui si dice che fumare erba sia il modo più veloce per evocare il Nazzareno. La cosa peggiore però è che questa lacuna di catechismo è presente anche nella formazione dei poliziotti. I quali prendono Carlos e lo portano in centrale. Di certo l’inventiva del nostro amico ha raggiunto vette incredibili. La cosa più inquietante è che lui non voleva assolutamente prendere in giro i poliziotti.

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Carlos era assolutamente convinto di quello che stava dicendo (in quel momento) e non c’è da escludere che in cella gli sia apparso persino Nostro Signore in tutta la sua gloria. Novello Blues Brothers in missione per conto di Dio, ora si sentirà investito del compito di diffondere la parola di Cristo. Di certo sarebbe un po’ più credibile, se non puzzasse di Hennessy e marijuana.

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