Uso di droghe nell’antichità: nuove scoperte su vichinghi e cinesi

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Uso di droghe nell’antichità: nuove scoperte su vichinghi e cinesi

| 07/08/2019
Uso di droghe nell’antichità: nuove scoperte su vichinghi e cinesi

E sul fumo passivo nel 2.500 a.C.

Il fatto che anche nell’antichità venissero usate sostanze che noi definiamo droghe non è una novità. Dai peyote all’ayahuasca, sono molte le testimonianze storiche e archeologiche che confermano questa affermazione. L’utilizzo di droghe di vario genere da parte degli antichi rimane però ancora in parte avvolto nel mistero.

Alcune recenti scoperte archeologiche potrebbero però soffiare via un po’ di fumo accumulatosi nei secoli. La prima scoperta riguarda i vichinghi: un sito archeologico sull’isola di Terranova, in Canada, potrebbe far pensare che i vichinghi utilizzassero marijuana durante i loro viaggi alla scoperta dell’America.

Vicino ad un insediamento vichingo sono state infatti trovate piante di maria. L’area in questione fu occupata circa nel 1000 a.C., e fino ad oggi si pensava che i vichinghi si fossero fermati per un periodo breve. Recenti scoperte farebbero però ipotizzare che il soggiorno sia stato molto più lungo.

marijuana

Fonte: Pixabay

A parte il dato storico, le nuove scoperte hanno portato a pensare che gli esploratori del nord Europa avessero portato con loro diverse cose, tra cui appunto una specie di marijuana. Non è invece chiarissimo l’uso che ne potessero fare. Qualcuno pensa che la fumassero, secondo il più tradizionale degli usi.

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