Lo dice la scienza: i gatti imitano il comportamento degli umani

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Lo dice la scienza: i gatti imitano il comportamento degli umani

| 05/01/2021
Lo dice la scienza: i gatti imitano il comportamento degli umani

Secondo alcuni studi scientifici i gatti imiterebbero alcune azioni dei loro padroni umani

  • Sono stati condotti vari studi a riguardo, tra cui uno italiano presso l’Università di Messina
  • Tra i comportamenti umani imitati dai gatti ci sono la conservazione del cibo e lo spingere le maniglie delle porte
  • Inizialmente si pensava che i gatti fossero animali asociali e poco inclini al contatto con l’uomo
  • Queste ricerche, invece, dimostrano una spiccata socialità dei felini
  • Anche i gatti, però, tendono a plasmare i propri padroni

 

Chi pensa che i gatti siano degli animali poco socievoli dovrà ricredersi. Da sempre considerati antagonisti in fatto di simpatia rispetto ai cani, finalmente uno studio neutralizza questa convinzione dimostrando che in realtà i gatti sono molto affettuosi con gli esseri umani. Stando ad una ricerca condotta dall’Università di Messina, infatti, i nostri amici a quattro zampe non sarebbero poi così indipendenti ed impassibili dinanzi alle coccole e alle attenzioni: al contrario, ne sarebbero estremamente lusingati e ciò plasmerebbe le loro azioni. Stando allo studio scientifico suddetto, più un gatto è a contatto con il proprio padrone, maggiori saranno le possibilità che il felino possa interiorizzare comportamenti messi in atto dall’essere umano.

I gatti interiorizzano i ritmi di vita del padrone

Lo studio tutto made in Italy confermerebbe questa tesi. Per esserne estremamente certi, gli studiosi hanno preso in esame in esame due distinti gruppi di gatti. Il primo è composto da felini che hanno vissuto a stretto contatto, in un piccolo appartamento, con l’essere umano. Il secondo gruppo, invece, è contraddistinto da gatti che hanno vissuto in una casa molto grande e di notte venivano messi fuori in giardino. Entrambi i gruppi hanno ricevuto le medesime cure in fatto di cibo ed attenzioni.

Gli esperti hanno osservato attentamente i comportamenti degli animali notando che i gatti del primo gatto, essendo stati maggiormente a contatto con l’essere umano, hanno in qualche modo interiorizzato gli usi e le abitudini di questi ultimi. In particolar modo hanno preso gli stessi ritmi di vita dei padroni riguardanti i momenti della giornata legati al mangiare e al dormire. Hanno in qualche modo sincronizzato gli orari dell’essere umano, facendoli propri. I secondi, invece, vivendo in un ambiente più ampio e spazioso, sono invece risultati più indipendenti mantenendo il primordiale istinto predatorio e rimanendo quindi più attivi durante le ore notturne.

Tra i vari comportamenti emulati dai felini del primo gruppo il più comune è quello di spingere le porte proprio come fa l’essere umano. Se a stretto contatto con quest’ultimo, quindi, il gatto può assumere sia i suoi ritmi biologici che altre comunissime azioni. Oltre al mangiare e dormire sincronizzato, non è affatto difficile che questi intelligentissimi animali possano sincronizzare anche i bisogni fisiologici del proprio padrone. Molto spesso, infatti, quando quest’ultimo si reca in bagno, il gatto a sua volta tende ad usare la sua lettiera.

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L’uno plasma l’altro

Se l’essere umano plasma involontariamente il proprio gatto, è anche vero che succede la medesima cosa all’inverso. Vivendo a stretto contatto, l’uomo tende ad assecondare ogni richiesta del proprio beniamino peloso, come ad esempio quello di alzarsi presto la mattina per dargli da mangiare.Tramite miagolii vari, infatti, il gatto “butta già” dal letto il proprio padrone e, se succede spesso, questa può diventare un’ abitudine.

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