Generazione Z, meglio il sonno alla passione: perché i giovani scelgono il riposo piuttosto che avere rapporti

Tra social media, standard irrealistici e bisogno di stabilità, la Gen Z cambia le priorità intime

 

La Generazione Z sembra avere idee molto chiare su come impiegare le proprie energie. Secondo un sondaggio condotto dall’analista Julia Alexeenko per EduBirdie, i nati tra il 1997 e il 2012 stanno progressivamente riducendo lo spazio dedicato alle relazioni intime, privilegiando invece sonno e riposo. Una scelta che, più che moralista, appare pragmatica.

Il dato sorprende soprattutto se confrontato con l’immagine di giovani iperconnessi e disinvolti. In realtà, lo studio evidenzia come le priorità siano altre: stabilità lavorativa, successo personale e tempo individuale. Dormire di più non è solo un bisogno fisiologico, ma una forma di investimento sul proprio equilibrio mentale e fisico.

Social media e standard elevati – la ricerca di controllo

La Generazione Z è cresciuta dentro le piattaforme digitali. Questa immersione costante negli spazi virtuali sembra aver favorito una sorta di ricerca di sicurezza e controllo, che si traduce in maggiore attenzione alla cura di sé e minore disponibilità verso esperienze percepite come superficiali. Un aspetto interessante riguarda la consapevolezza dei propri confini. L’82% degli intervistati afferma di discutere apertamente i limiti nelle relazioni, mentre il 92% dichiara di sentirsi sicuro nel dire no.

Numeri che indicano una generazione più attenta alla propria autonomia emotiva rispetto al passato. La neuroscienziata Debra Soh sottolinea come l’idealizzazione di standard altissimi, alimentata dai social, abbia influenzato le aspettative. Secondo la studiosa, molti uomini finiscono per credere che influencer con milioni di follower possano interessarsi a loro, mentre molte donne selezionano partner che superino il metro e ottanta, cioè 1,80 metri, e siano estremamente benestanti.

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Il rifiuto delle relazioni occasionali e il bisogno di significato

Anche la cultura delle relazioni occasionali viene messa in discussione. Margherita Zarghami ha dichiarato a Il Post che questo modello rischia di svuotare di significato l’intimità, soprattutto per le donne, che possono sentirsi spinte verso esperienze prive di profondità emotiva. Più che una rinuncia, sembra un cambio di prospettiva. La Generazione Z non rifiuta il coinvolgimento, ma seleziona con maggiore attenzione. Tra notifiche, algoritmi e aspettative irrealistiche, scegliere il sonno può apparire meno romantico, ma forse più coerente con una generazione che punta a benessere, consapevolezza e controllo delle proprie scelte.

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