Gente nell’arte medievale che muore male e non gliene frega niente

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Gente nell’arte medievale che muore male e non gliene frega niente

| 03/12/2018

Come nemmeno dal miglior fisioterapista, un presunto re sembra godere dei benefici di 20 centimetri di acciaio che gli sciolgono le tensioni accumulate nel cuore, a causa dell’alto stress generato dalla responsabilità che una carica simile comporta. L’estasi e la beatitudine che caratterizzano il suo volto sono associate ad immagini divine. Probabilmente miste ad animali, ma questo non ci è dato saperlo.

 

Anche in questo caso il protagonista assoluto del dipinto è un re, che molto probabilmente è stato troppo ben abituato a consumare sostanziosi pasti presso i banchetti di corte. In tempi antichi il concetto di “dieta” era parecchio relativo e la scienza non era ancora progredita a sufficienza per permettere la costruzione di schemi alimentari decenti. Un onorevole servitore, nel frattempo, ha un’illuminazione: “Se il cibo è entrato da un buco, facciamolo uscire da un altro“. E no, purtroppo non stava parlando dell’ano. Il re, nonostante una faccia lievemente perplessa, lascia fare riponendo tutta la sua fiducia nell’anonimo salvatore.

 

Andiamo ad esaminare altri casi interessanti in cui la morte si è rivelata più piacevole del dovuto:

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