In Giappone esistono oltre 300 varietà di Kit Kat

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In Giappone esistono oltre 300 varietà di Kit Kat

| 30/04/2021

Al gusto wasabi o al sake, in Giappone esistono oltre 300 varianti del Kit Kat

  • Il paese del Sol Levante è famoso per i cartoni anime e le millenarie tradizioni
  • I giapponesi sono anche assidui consumatori di dolciumi
  • La Nestlé ha introdotto il Kit Kat nel lontano 1973
  • Visto il grande successo, l’azienda ha deciso di creare numerose varianti di gusto
  • Dal 2000, esistono più di 300 varietà di Kit Kat, molti dei quali in esclusiva per il Giappone

Per noi occidentali, il paese del Sol Levante è sinonimo di cartoni animati, città futuristiche brulicanti di persone e Mai dire Banzai, naturalmente. Ma anche di sushi, wasabi e Sake. I giapponesi, nell’immaginario comune sempre sorridenti ed entusiasti, sono assidui consumatori di snack. E fa sorridere il fatto che, da quasi 10 anni, tra i più venduti ci sia un dolciume di proprietà di una multinazionale svizzera. La Nestlé, approfittando del suo grande successo, ha deciso di produrre oltre 300 varietà di Kit Kat, molti dei quali in esclusiva per il Giappone.

I Kit Kat sono stati introdotti in Giappone nel 1973, e nel 2014 sono stati il dolciume più venduto nel paese, superando perfino il cioccolato Meiji (la principale azienda dolciaria giapponese). Ma perché doversi inventare oltre 300 varietà di questo snack? Marketing, ovviamente. Per garantire novità sugli scaffali a consumatori molto esigenti, la Nestlé ha deciso di inventarsi nuovi gusti che potessero sposarsi con i palati sempre più raffinati dei giapponesi. Il primo è stato, ovviamente, il Kit Kat al tè verde, una delle bevande più bevute in Giappone.

Gusti di ogni tipo

Visto il grande successo ottenuto, l’azienda svizzera non si è fermata nemmeno con gli accostamenti. Stiamo parlando infatti di un dolciume fatto con wafer e cioccolato, come possiamo immaginarlo al sapore di wasabi? Ma i gusti sono gusti, soprattutto se a idearli è il noto chef Yasumasa Takagi. Dal cioccolato fondente con lampone, al cioccolato all’arancia e rum, per arrivare anche ai fiori di ciliegio: fin qui tutto bene, ma il palato si affina con alcune varietà di Kit Kat stagionali e prodotte in esclusiva per il Giappone.

Qualche esempio? Zenzero e polvere di soia, Sake e cioccolato bianco, ma soprattutto Kit Kat al sapore di melone e formaggio, fagiolo verde, patata e al mitico wasabi. Alcune varietà possono essere molto interessanti, tanto da sperare che arrivino anche qui in Europa, altre sono al limite dell’accettabile, almeno sulla carta: se l’azienda ogni anni vende milioni di dollari di Kit Kat in Giappone, è perché evidentemente sono apprezzati anche i gusti più bizzarri e assurdi.

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Packaging e immagine

Uno dei plus del dolciume in Giappone è indubbiamente la ricercatezza delle confezioni: colorate ma eleganti, delicate ma impattanti, il packaging dei Kit Kat non può non attirare l’attenzione. E’ facilmente intuibile il gusto dello snack, grazie alla grafica esterna, e gli imballaggi non sono semplici scatole di dolci. Anche perchè, il genio del marketing Nestlé, ha intuito l’importanza nel cambiare il formato: dalla classica tavoletta divisa in 4 o 5 tronchetti, è possibile trovare un unico wafer lungo a forma di sigaro o mini barrette da 2 pezzi, le più vendute in Giappone.

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