Giappone: sempre più anziani preferiscono il carcere

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Giappone: sempre più anziani preferiscono il carcere

| 15/02/2019
Giappone: sempre più anziani preferiscono il carcere

In questo luogo, il giornalista ha conosciuto il signor Toshio Takata, 69 anni, il quale ha spiegato che ha infranto la legge perché era povero. Voleva un posto dove vivere gratis, anche se era dietro le sbarre. Ho raggiunto l’età della pensione e ho finito i soldi. Così mi è venuto in mente che forse avrei potuto vivere gratuitamente in prigione. Ho preso una bicicletta, l’ho portata alla stazione di polizia e ho detto ad un agente: ‘Guarda, ho rubato questo'”, ha affermato Takata.

Il piano ha funzionato. Quello è stato il primo crimine di Takata, e lo ha commesso quando aveva 62 anni. I tribunali giapponesi trattano il furto come un reato grave, per cui è stato condannato a un anno di carcere. Snello e incline a ridere, Takata non sembra affatto un criminale abituale, tanto meno qualcuno capace di minacciare un gruppo di donne con un coltello. Eppure è quello che ha fatto dopo essere stato rilasciato dalla sua prima condanna.

“Sono andato in un parco e le ho minacciate. Non volevo far loro del male. Ho appena mostrato loro il coltello in attesa che una di loro chiamasse la polizia. E una l’ha fatto”. In tutto, Takata ha passato metà degli ultimi otto anni in prigione. Il giornalista della BBC gli ha domandato se gli piace vivere in carcere: “Non è che mi piaccia, ma posso viverci gratis. E quando esco, ho risparmiato un po’ di soldi. Quindi non è poi così male”, ha commentato.

Anziani giapponesi recidivi in carcere

Rispondendo a Butler, Takata ha fatto notare che in questo modo ha un reddito finanziario supplementare: continua a riscuotere la sua pensione anche se è in carcere. Come Takata, esistono sempre più anziani che perseverano nel delinquere per poter avere un tetto sopra la testa e un pasto caldo:

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