Fonte: Pexels
Dimenticate la vecchia e un po’ polverosa concezione dei giochi in scatola come mero passatempo per le domeniche di pioggia. La scienza ha deciso di sdoganare definitivamente i tabelloni, dimostrando che sedersi attorno a un tavolo fa muovere il cervello in direzioni terapeutiche inaspettate. Un recente studio condotto dai ricercatori della Facoltà di Psicologia dell’Università di Plymouth ha infatti confermato che l’interazione ludica riduce sensibilmente lo stress e migliora il benessere mentale complessivo. Questo beneficio, già di per sé notevole, registra picchi di efficacia straordinari e superiori a qualsiasi altra attività ricreativa quando si analizza il coinvolgimento e la connessione sociale delle persone neurodivergenti.
I ricercatori si sono concentrati sull’analisi di dinamiche collegate a titoli moderni e complessi, come il celeberrimo gioco di ruolo Dungeons and Dragons o il fantasioso Dixit. Secondo quanto spiegato dalla dottoressa Gray Atherton, l’evidenza scientifica mostra come queste esperienze si traducano in un aumento dell’assertività e della fiducia in sé stessi nella vita quotidiana. I giochi da tavolo moderni non sono più semplici svaghi analogici, ma veri e propri strumenti di inclusione in grado di competere apertamente con il colosso dei videogiochi, grazie a successi planetari capaci di unire un pubblico trasversale come Ticket to Ride, I Coloni di Catan, Carcassonne e Werewolf.
Il vero obiettivo degli accademici, tuttavia, va ben oltre la semplice catalogazione dei benefici da salotto. Forti dei dati raccolti sul campo, gli scienziati di Plymouth, in stretta sinergia con i colleghi della Manchester Metropolitan University, hanno ottenuto fondi stanziati per dare vita a un prestigioso workshop nazionale. L’intento dichiarato di questo progetto è quello di traghettare il potenziale terapeutico del gioco fuori dalle mura domestiche per inserirlo direttamente nei piani di integrazione sanitaria e sociale. Questa iniziativa si avvale del supporto strategico di Game in Lab, un programma internazionale interamente focalizzato sulla promozione e sulla divulgazione della ricerca scientifica applicata al mondo dei giochi da tavolo.
Leggi anche: Videogame? Anche no: è boom dei giochi da tavolo
A chiarire i motivi di questo successo medico è intervenuto anche il dottor Liam Cross, il quale ha evidenziato come i contesti ludici offrano una palestra protetta in cui sperimentare la risoluzione dei conflitti e l’esplorazione della propria identità. Le ricche ambientazioni narrative e le regole strutturate si rivelano preziose non solo per la salute psichica, ma anche per il potenziamento delle abilità cognitive. Muovere pedine e pianificare strategie supporta attivamente il ragionamento matematico e il problem solving, trasformando i moderni giochi in scatola in formidabili alleati didattici sia per l’educazione STEM sia per quella umanistica.
Share