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Guardarsi intorno durante una noiosa riunione aziendale o una lezione universitaria offre sempre lo stesso spettacolo: un esercito di persone che mastica ritmicamente un chewing gum. Quello che a prima vista potrebbe sembrare solo un tic nervoso o un vizio esteticamente discutibile è in realtà un’ancora di salvataggio per la mente. Una recente ricerca polacca, apparsa sulla nota rivista scientifica Brain Sciences, ha voluto indagare a fondo questo fenomeno sociale. I dati emersi confermano che il movimento continuo della mascella produce risvolti inaspettati sulle nostre capacità cognitive.
Mentre i denti affondano nella gomma, il cervello sperimenta una condizione definita come concentrazione rilassata, un particolare stato che permette di dare una sferzata all’attenzione senza accumulare ulteriore nervosismo. Questo meccanismo si rivela un alleato prezioso soprattutto quando ci si trova intrappolati in attività lavorative o di studio estremamente monotone e ripetitive. La tensione accumulata si scarica direttamente sul confetto gommoso, permettendo al lavoratore o allo studente di stabilizzare la propria lucidità mentale nei momenti di massima agitazione.
Prima di correre a svaligiare i distributori automatici è bene fare i conti con la realtà dei fatti: l’effetto magico non dura per sempre. Gli scienziati avvertono che questi influssi positivi sulla mente sono strettamente temporanei e legati alla durata dell’azione stessa. Non appena il sapore svanisce e la gomma viene gettata via, i benefici svaniscono lasciandoci esattamente nelle condizioni di partenza. Di conseguenza, questo stratagemma antistress risulta efficace esclusivamente se applicato a compiti che richiedono uno sforzo mentale circoscritto e di breve durata.
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Inoltre questa pratica non è esente da controindicazioni e l’organismo potrebbe presto chiederci il conto per questo continuo movimento. Sebbene l’istinto di masticare resine vegetali sia un’esigenza inconscia che l’essere umano si porta dietro da migliaia di anni, i nostri corpi moderni presentano dei limiti strutturali. Un abuso quotidiano di chewing gum rischia infatti di generare fastidiosi danni all’articolazione della mandibola, a cui si aggiunge il pericolo latente per lo smalto dei denti qualora si scelgano prodotti ricchi di zuccheri.
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