Granborghini, il progetto che porta gli anziani a fare un giro in supercar per combattere la solitudine [+VIDEO]

L’idea nata da una storia personale trasforma Lamborghini e Ferrari in terapia contro l’isolamento

 

Il progetto Granborghini nasce in Inghilterra dall’idea di Mark Cody, un uomo che ha trasformato un dolore personale in iniziativa sociale. La spinta arriva dalla tragedia della nonna, morta dopo un periodo di forte solitudine durante la pandemia, evento che lo ha portato a riflettere sull’impatto dell’isolamento sugli anziani.

Da quel momento Cody ha deciso di creare un’attività capace di offrire esperienze positive alle persone più anziane, utilizzando un elemento inaspettato: le supercar. L’obiettivo è semplice ma ambizioso, cioè combattere la solitudine attraverso esperienze emozionali forti, trasformando un giro in auto in un momento di socialità e benessere.

Come funzionano i giri in supercar per gli anziani

Il progetto coinvolge proprietari privati di auto come Lamborghini, Ferrari e McLaren, che mettono a disposizione i propri veicoli gratuitamente. Gli anziani vengono accompagnati per brevi esperienze su strada, vivendo un’esperienza fuori dall’ordinario e completamente diversa dalla loro quotidianità.

Le testimonianze raccolte parlano di reazioni molto intense: molti partecipanti descrivono la sensazione di sentirsi più giovani o paragonano l’esperienza a quella di una star. L’obiettivo non è la velocità estrema, ma la sensazione di libertà e adrenalina controllata, sempre nel rispetto della sicurezza e dei limiti stradali.

Le reazioni dei partecipanti e l’impatto emotivo

Tra i protagonisti delle esperienze ci sono persone molto anziane, come Bessie Watts, che ha avuto modo di salire su una McLaren in occasione del suo compleanno. Per molti partecipanti si tratta della prima esperienza su un’auto di questo tipo, vissuta con grande entusiasmo e sorpresa.

Anche gli altri membri dei gruppi coinvolti hanno espresso entusiasmo, raccontando l’esperienza come qualcosa di memorabile. Le parole più ricorrenti sono legate alla sensazione di essere trattati con attenzione e di vivere un momento di gioia condivisa e socialità attiva, spesso proseguita anche dopo il viaggio.

Una rete di volontari e supercar per una causa sociale

Il successo del progetto dipende anche dalla partecipazione dei proprietari delle auto, che scelgono di mettere a disposizione i propri veicoli per sostenere l’iniziativa. Tra loro c’è chi sottolinea come le supercar siano nate per emozionare e che questo progetto restituisce proprio quel significato originario.

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Granborghini si inserisce così nel più ampio tema della lotta alla solitudine nella terza età, un problema sempre più discusso nel Regno Unito. L’iniziativa continua a crescere grazie al passaparola e all’entusiasmo dei partecipanti, trasformando semplici giri in auto in un’esperienza di connessione umana.

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