Guerra e metanfetamine: come la droga fu il carburante del nazismo

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Guerra e metanfetamine: come la droga fu il carburante del nazismo

| 30/11/2018
Guerra e metanfetamine: come la droga fu il carburante del nazismo

“È coffee break, signori!”, esclamava Duccio oberato di responsabilità sul set di Gli Occhi del Cuore 2.

Ma a quanto pare “l’aiutino” non è un ingranaggio sfruttato solo per far girare un pochino meglio serie televisive poco oliate. Ce lo racconta Hitler che con diversi cocktail di droghe varie sperava di vincerci una guerra. Anzi, ce lo racconta Norman Ohler, nel suo libro uscito il Italia con titolo “Tossici” che va proprio ad indagare in quale modo le sostanze stupefacenti furono letteralmente il carburante del nazismo. Ma non vogliamo stare qui a pubblicizzarvi un romanzo che in Germania pare abbia fatto scalpore, piuttosto raccontarvi in maniera aderente ai fatti quello che forse non tutti sanno su svastiche e invasioni della Polonia. Pare infatti che molti nel regime nazista usassero droghe regolarmente, dai soldati delle SS, alle casalinghe, agli operai fino ad Hitler stesso.

come la droga alimentò il nasizmo

L’uso della metanfetamina pare fosse particolarmente diffuso: sotto forma di farmaco in pillolina, il Pervitin, veniva distribuito a milioni di persone, fino alle truppe naziste, prima dello “strepitoso successo” avvenuto con l’invasione dell’Olanda nel 1940. Sotto quest’ottica pare quindi che il Terzo Reich fosse, letteralmente, uno stato alterato. Ohler pare avesse inizialmente intenzione di scrivere qualcosa riguardo gli effetti a lungo termine della droga tra le truppe ma quando trovò documenti su Theodor Morell, il medico personale di Adolf Hitler, la situazione prese ben altra piega…

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