Un team scientifico ci insegna il modo più giusto per addentare un hamburger

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Un team scientifico ci insegna il modo più giusto per addentare un hamburger

| 01/05/2020
Un team scientifico ci insegna il modo più giusto per addentare un hamburger

La scienza dell’hamburger, la vera rivoluzione per il futuro.

  • Nel 2014 la televisione giapponese svelò un grande segreto
  • In questi giorni di lockdown la notizia è tornata ad essere virale
  • In effetti, oltre che virale, è anche vitale
  • Consiste nel modo più giusto per addentare un hamburger

 

Pensa al giorno in cui finalmente potrai tornare a sederti al tavolino bisunto di un McDonald’s. Piazzerai le tue terga sulla panca e scarterai il tuo hamburger. Poi lo afferrerai con ambo le mani, stringendolo come se fosse un’amante, e darai un bel morso. Subito dopo, sentirai le salsine colare lungo il mento e vedrai le fette di pomodoro fare surf sul vassoio. Oppure le cose potrebbero andare diversamente.

Certo, inzaccherarsi come bambini di tre anni al parco fa parte del rituale pagano dell’hamburger, però in pubblico non è esattamente una scena edificante. Ecco allora che nel lontano e felice 2014 tre scienziatoni si misero a studiare con serietà. Uno era esperto della meccanica dei fluidi, un altro era odontoiatra e il terzo era ingegnere. Il loro scopo era capire quale fosse il modo migliore per addentare un hamburger senza farne fuoriuscire il ripieno.

In questi giorni le conclusioni a cui giunsero i tre esperti sono tornate virali in rete. Il motivo è presto spiegato: a causa del lockdown gli hamburger ce li sogniamo letteralmente. Immaginare di addentarne uno è pur sempre meglio di niente. Rinfreschiamoci dunque la memoria e prepariamoci al fatidico e lieto giorno in cui potremo tornare a martirizzare il nostro fegato con gli hamburger del fast food.

hamburger

Fonte: kotaku.com

Procedere con sistematicità

Secondo gli scienziati, stringere con forza il panino tenendo i pollici nella parte inferiore e le altre quattro dita su quella superiore è il vero cuore del problema. Intanto, bisogna mettere sotto al panino anche i mignoli. In mignoli fanno infatti da oppositori al pollice che spinge fuori il ripieno, contribuendo a mantenere l’hamburger compatto. Poi, ci vuole un po’ di allenamento.

Prima di addentare la nostra vittima designata, è bene spalancare la bocca al massimo e poi addentare il vuoto un paio di volte. Insomma, bisogna scaldare i muscoli, come prima di una tenzone sportiva. A questo punto si può dare il fatidico primo morso: salse, pomodori, cetriolini e quant’altro resteranno al loro posto, per poi finire nel nostro stomaco. Geniale.

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Tutto questo venne illustrato, manco a dirlo, in una trasmissione giapponese intitolata “Honma Dekka!?” dove gli scienziati si presentarono con tanto di proiezioni 3D, a loro detta frutto di mesi di lavoro. Onore al merito: chi siamo noi per mettere in dubbio le conclusioni tratte dalla scienza? Sotto con gli hamburger!

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