Hotel da incubo: se non è come in foto, puoi essere rimborsato

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Hotel da incubo: se non è come in foto, puoi essere rimborsato

| 04/08/2022
Fonte: Pexels

Se l’hotel non rispecchia quanto pubblicizzato, hai diritto al rimborso

  • Un turista milanese è incappato in una vacanza non come sognava
  • Aveva prenotato infatti un hotel in Puglia che, secondo le foto di Booking, avrebbe dovuto avere palestra e piscina
  • Tuttavia aveva solamente un attrezzo e un tapis roulant e una vasca poco profonda
  • Così si è rivolto all’albergatore chiedendo il rimborso, ma il titolare della struttura non ne ha voluto sapere
  • L’uomo ha dunque fatto ricorso alla magistratura e il giudice di pace gli ha dato ragione

 

Estate, tempo di vacanze, ma anche di fregature. Chi di noi non si è mai ritrovato a prenotare un hotel che dal sito sembrava uno splendido 4 stelle e invece si è rivelato dal vivo una specie di catapecchia? Ebbene, sappi che se ciò accade – ovvero se l’albergo non è come appare in foto – puoi essere rimborsato. È quanto accaduto ad un turista milanese che nel giugno del 2018 era approdato in Puglia. Aveva prenotato un hotel sulla piattaforma Booking che, in base alle immagini presenti sul sito, avrebbe dovuto avere una piscina e una palestra in cui allenarsi. Al suo arrivo, però, al posto della piscina c’era una vasca poco profonda e nella millantata palestra era presente un misero attrezzo e un tapis roulant persino sotto il sole.

L’uomo, che aveva pagato anticipatamente 2.250 euro per alcuni giorni di relax a Vieste, nel Foggiano, si è subito lamentato con il titolare della struttura. Di fronte alla sua minaccia di andarsene, però, l’albergatore non si è scomposto più di tanto: se ne poteva andare quando voleva, ma non avrebbe avuto indietro i suoi soldi. Questo sarebbe arrivato se e solo se qualcuno avesse prenotato di nuovo la sua camera, nel frattempo rimessa su Booking. Da parte sua la piattaforma ha offerto al milanese 100 euro per il disguido. Denaro che però l’uomo non ha voluto accettare.

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Il giudice di pace gli ha dato ragione: l’albergatore dovrà rimborsare la vacanza e pagare le spese processuali

Certo delle sue ragioni, il turista ha deciso di fare ricorso alla magistratura. Dopo un contenzioso durato tre anni, il giudice di pace gli ha dato ragione: la sua vacanza in Puglia che non rispettava quanto “pubblicizzato” gli sarà rimborsata. Oltre dare indietro i soldi dei sette giorni pagati ma non goduti, il titolare dell’hotel dovrà pagare anche le spese processuali. Una vittoria sia per la parte offesa che per il Codacons che tramite il suo presidente – l’avvocato Marco Donzelli – rappresentava il milanese in tribunale.

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