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Sui social lo chiamano house burping, letteralmente far ruttare la casa. In pratica si spalancano finestre e porte per pochi minuti, lasciando entrare aria fresca e spingendo fuori quella stagnante. Il nome fa sorridere, ma il principio è tutt’altro che banale. Dentro casa si accumulano umidità da docce e cucina, particelle di fumo, residui di candele e fornelli, composti chimici di detergenti e mobili, oltre ad aerosol e virus espirati dalle persone.
In abitazioni ben isolate il calore resta dentro, ma insieme al calore resta anche l’inquinamento. Una ventilazione rapida diluisce questa miscela e ne espelle una parte significativa. Uno studio in aula scolastica ha mostrato che aprire completamente finestre e porte può ridurre i livelli di anidride carbonica del 60% e abbattere una carica virale simulata di oltre il 97% nell’arco di otto ore, restringendo l’area a maggior rischio contagio a circa il 15% della stanza. Non a caso, durante la pandemia da Covid, le autorità sanitarie hanno insistito molto sulla ventilazione naturale.
Il problema è che fuori non sempre c’è aria di montagna. In molte città le particelle sottili PM2.5, il biossido di azoto e il black carbon provenienti dal traffico penetrano facilmente negli edifici. In alcune scuole urbane si è osservato che più l’edificio è vicino a strade principali, più aumentano i livelli interni di inquinanti legati ai veicoli.
Aprire le finestre su una via trafficata, soprattutto nelle ore di punta, può significare far entrare gas di scarico e polveri di freni e pneumatici proprio quando raggiungono i picchi. Per chi soffre di asma, malattie cardiache o problemi respiratori cronici, questa esposizione può compensare i benefici della ventilazione.
Il contesto fa la differenza. Case e scuole circondate da aree verdi e lontane da grandi arterie stradali tendono ad avere concentrazioni inferiori di inquinanti da traffico. Anche il momento conta: in molte città l’inquinamento è più alto al mattino e alla sera, mentre cala nelle ore centrali o dopo la pioggia.
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La modalità è altrettanto importante. Il metodo tedesco Stoßlüften – finestre spalancate per pochi minuti – consente un rapido ricambio senza raffreddare eccessivamente muri e arredi, a differenza di una finestra socchiusa tutto il giorno. Meglio ancora se si crea ventilazione incrociata aprendo lati opposti della casa. Cinque minuti d’aria fresca costano pochi centesimi in riscaldamento, ma possono fare la differenza per polmoni, concentrazione e salute mentale di chi vive tra quelle mura.
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